dal Quartiere n° 17 - Piazza Garibaldi, "Pensiamo in grande" e la strategia delle istituzioni : Niente business? Allora niente partecipazione... PDF Stampa E-mail

 

Pensiamo in Grande si chiude con l’esclusione di Piazza Garibaldi dal percorso partecipativo per la riqualificazione del Pentagono. Un brutto segno per il futuro del nostro mercato rionale: è ora di farsi sentire Con l’assemblea del 5 agosto e i report finali, il percorso partecipativo è giunto alla fine e si possono tirare le somme. Diversi mesi fa, noi del Centro di Quartiere El Chico Malo, avevamo espresso dubbi sulla reale accessibilità e utilità di questa iniziativa. C’è da dire che se il Centro di Quartiere non avesse subito protestato contro i tempi del bando, così stranamente stretti, la scadenza non sarebbe stata prorogata, precludendo la partecipazione di molte persone comuni slegate da gruppi  o interessi particolari. Anche per questo le proposte sono state numerose, e si è parlato di grande successo; ne siamo felici,  perché segno di un desiderio diffuso di protagonismo sociale e riappropriazione dal basso del futuro di Livorno. Peccato che, a conti fatti, questa spinta positiva sia stata in gran parte sprecata o “incanalata” su binari già prestabiliti.

 

Ad esempio, il fatto più grave è stata la scelta dei laboratori progettuali, unico momento possibile di discussione durante il percorso.  Ne sono stati organizzati solo due della misera durata di 2 ore: uno per l’area del Mercato Centrale, e l’altro sulla viabilità del centro. Eppure il bando parlava di un progetto di riqualificazione partecipata per tutto il Pentagono del Buontalenti, in cui era stato inserito a chiare lettere anche il Mercato di Piazza Garibaldi.


Appena ce ne siamo resi conto, abbiamo fatto emergere pubblicamente il problema durante la cosiddetta “camminata”. I facilitatori ci hanno risposto con un certo imbarazzo che su Piazza Garibaldi c’era solo una proposta (la nostra) e che quindi non era abbastanza “importante” discuterne coi cittadini. Solo scuse, e mal motivate: il Centro di Quartiere, oltre alle proprie, aveva inviato ben 90 idee e proposte raccolte tra gli esercenti e i clienti del mercato rionale. Poi, con maggiore onestà, ci hanno detto che il Comune voleva affrontare solo la questione di via Grande e del Mercato Centrale.

 

Sulla scelta dei partecipanti ai laboratori, il report dice: “  I partecipanti sono stati selezionati secondo criteri di massima rappresentatività delle categorie portatrici di interessi su entrambi i temi trattati; […] è stata svolta anche una indagine specifica per integrare la composizione del gruppo ed evitare che soggetti importanti fossero esclusi non essendosi autocandidati con una proposta specifica”. Anche noi siamo stati invitati, ma francamente la nostra presenza sarebbe stata tempo perso: cosa c’entra il Centro di Quartiere del rione Sant’Andrea a un dibattito su Piazza Grande o Via Buontalenti?

 

In conclusione, Piazza Garibaldi per loro non merita nemmeno una discussione specifica; però poi hanno pensato bene di invitare ai laboratori “soggetti importanti” che non si erano nemmeno iscritti, ma che evidentemente ci dovevano essere per forza! Ma chi sono questi “attori forti” menzionati nel report? Se si vanno a leggere i nomi dei partecipanti ai focus group, oltre alla scontata presenza di Confesercenti, Confcommercio e del Collegio dei Geometri si notano i nomi di quattro “liberi professionisti”,  tutti ingegneri, architetti e geometri. Appartengono a studi professionali che hanno già progettato numerose e “sostanziose” opere per conto del Comune: il LEM, gli Scali Novi Lena, il Bastione Santa Trinità, le recinzioni dello Stadio, le baracchine tra Ardenza e Antignano, gli interventi nei quartieri nord… C’è anche chi ha ristrutturato una “Casa Kutufà” e tre appartamenti di D’Alesio, e chi è stato per anni collaboratore dell’ufficio riqualificazione urbana. Tra i “liberi professionisti” c’è anche Pier Carlo Bacci, candidato del PD nella Circoscrizione 3 (un po’ distante dal Pentagono…) e animatore della campagna elettorale del Sindaco Cosimi.  Infine non poteva mancare ovviamente la CoopItinera, già detentrice del monopolio dei servizi per la cultura e il turismo a Livorno.


Insomma, viene da pensare male… partecipazione o spartizione? Alla fine, come sospettavamo, Pensiamo in Grande è nato e si è sviluppato come un’effimera operazione di immagine per “imbellettare” e rendere più digeribile una concreta concertazione tra privati, investitori e amministrazione sul futuro di alcune zone del centro, in cui sono in ballo parecchi soldi, appalti e interessi. Le conseguenze sociali di queste trasformazioni urbane sui quartieri popolari storici non sono state minimamente prese in considerazione: si parla solo di turismo e affari.  Ciononostante, alla fine del report conclusivo vengono menzionate importanti questioni che evidentemente erano molto sentite dalla gente e che non potevano essere ignorate.

 

Due riguardano da vicino gli abitanti di Sant’Andrea: “inoltre è stato frequentemente espresso il bisogno della rivalutazione di alcune piazze considerate secondarie ma che in realtà rivestono una funzione locale di grande importanza (es. Piazza Micheli, Piazza Colonnella, Piazza Guerrazzi, Piazza Garibaldi, Piazza Manin) e una loro vivace fruizione potrebbe migliorare la vivibilità dei quartieri soprattutto da parte degli anziani e dei bambini, e comunque delle fasce di popolazione più disagiate”.  “La riapertura della Fortezza Nuova è considerata una priorità sia dagli abitanti di tutto il Pentagono perché si tratta dell’unica area verde attrezzata di grande dimensione di tutto il centro cittadino. Né le piazze esistenti né quelle in progetto potranno infatti svolgere la funzione di parco giochi e area per eventi che la Fortezza Nuova potenzialmente ricopre

 

Ma aldilà dell’esito deludente di Pensiamo in Grande, come Centro di Quartiere vogliamo ora porre all’attenzione dei residenti il problema del futuro del mercato rionale di Piazza Garibaldi, baracchine comprese. Aldilà delle vaghe rassicurazioni degli assessori, già da un pò corrono voci sulla sua chiusura, anche provenienti dai palazzi del Comune. Oggi, con la fine del percorso partecipativo, registriamo un altro brutto segnale: nel report finale c’è un grande capitolo che si chiama “RIQUALIFICAZIONE DEI MERCATI SCOPERTI”. Il nostro mercato rionale non è compreso, si parla solo di Piazza Cavallotti e Via Buontalenti. Noi crediamo che il Mercato Rionale di Piazza Garibaldi sia un luogo di socialità, di vita e di scambio indispensabile per il nostro quartiere e per quella piazza. E’ impensabile contrastare l’abbandono di Piazza Garibaldi chiudendo il suo storico mercato. Inoltre, è bene ricordarlo, è fonte di posti di lavoro e di un’economia popolare che in momenti di crisi è fondamentale per tanta gente. Ma c’è di più: il nostro mercato è anche un patrimonio culturale della città, e un argine naturale all’azione dei killer dei quartieri storici, come la grande distribuzione e le speculazioni immobiliari. Esso è testimonianza viva della vecchia Livorno e al tempo stesso quotidiano momento di scambio e convivenza grazie alla positiva presenza multiculturale.  E’ giunto il momento di capire cosa succederà al nostro mercato: senza sviare con facilitatori e percorsi fumosi, chi di dovere deve parlare chiaro e rendere conto del futuro di Piazza Garibaldi

 

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