dal Quartiere n° 20 - Immigrazione: pregiudizi e luoghi comuni - seconda parte PDF Stampa E-mail

 

 

…continua il viaggio tra i luoghi comuni iniziato il mese scorso…


«Vengono qui e si fanno curare a nostre spese»

Per la verità pagano le nostre pensioni. Il sistema previdenziale è costruito su un sottile equilibrio tra lavoratori e pensionati: i primi pagano la pensione ai secondi, in attesa di andare in pensione. Quindi più pensionati ci sono, più lavoratori sono necessari perché il sistema non collassi. I lavoratori immigrati hanno contribuito a tenere alto il rapporto tra lavoratori e pensionati con la loro partecipazione all’Inps. Lavoce.info ha sottolineato come l’istituto di Previdenza sia in attivo sostanzialmente grazie ai contributi stranieri: l’apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante proprio perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell’ultimo decennio in termini di crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali, in grado di spiegare, quasi da solo, accanto all’aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell’Inps. I dati dell’Inps mostrano come i contributi degli immigrati nel 2008 siano circa il 4% del totale, pari a circa 6,5 miliardi; tali cifre sono incrementate nettamente negli ultimi anni con un aumento di 4 miliardi dall’inizio del decennio. Quindi, i contributi degli stranieri pagano il 4% delle nostre pensioni. Gli stranieri saranno pensionati solo fra molti anni, non “pesando” così sul bilancio dell’Inps. Questo in quanto l’età media degli stranieri residenti è 30,9 anni, mentre quella degli italiani è di 43,5 anni. Inoltre, Lavoce.info sottolinea che gli immigrati stranieri realmente percettori di una prestazione Inps sono un numero esiguo, inferiore al 2%. Gli immigrati pagano le tasse (e pochissimi le evadono). L’Agenzia delle entrate ha reso noti i dati che si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2004, quando sono state presentate 2.259.000 dichiarazioni da parte di cittadini stranieri. L’81% egli stranieri regolari all’epoca aveva dichiarato di percepire redditi. Dal 2004 al 2008, l’apporto degli immigrati al gettito è passato da 1,87 miliardi a 3,2 miliardi di euro. Quanto ci abbiamo guadagnato dalle sanatorie? La regolarizzazione del settembre 2009 si è chiusa con 294.744 domande di assunzione di lavoratori non comunitari come collaboratori familiari o badanti: l’operazione ha fruttato 154 milioni di euro in contributi arretrati e marche, mentre nel periodo 2010-2012 farà entrare nelle casse dell’Inps 1,3 miliardi di euro supplementari.. Fonti Dossier Caritas 2008 e 2009 Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009

 

«Meno male che c’è la Lega»

Il fallimento delle “ronde di governo” è sotto gli occhi di tutti. Prima del decreto Maroni c’erano 68 ronde (di cui 17 in Lombardia, 10 in Veneto, 5 in Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana), dopo il decreto solo 6 di queste hanno chiesto di essere ‘regolarizzate’ (2 a Roma, 1 a Milano, 1 a Treviso). Molta enfasi e poca sostanza: quasi nulla. L’attività della Lega, con l’indifferenza del PdL, si è distinta per la promulgazione di numerose ordinanze e delibere contro gli stranieri, a livello locale e regionale. Quasi tutte le norme regionali sono state impugnate e bocciate dalla Corte Costituzionale, a cominciare dalla legge contro i phone center in Lombardia, così come alcune norme riguardanti il criterio di residenza per l’accesso ai servizi (casa e trasporti, ma anche bonus bebè). In generale, numerose sentenze del Tar hanno invalidato ordinanze e delibere comunali discriminatorie. Nessuno conosce i risultati di simili iniziative, se non dal punto di vista della penalizzazione degli stranieri, spesso imprenditori o liberi professionisti, che in molti casi si trovano costretti a chiudere. Norme cattive, discriminatorie, strumentali, elettorali, poco concrete e nella stragrande maggioranza dei casi del tutto inutili, che creano tensioni e, anziché risolvere i problemi, li rinnovano e li rilanciano.


«Come fanno ad accettare di lavorare per pochi euro?»

A Rosarno gli immigrati che lavoravano nella raccolta degli agrumi percepivano 20 euro al giorno, di cui 5 da restituire al caporale. La giornata di lavoro è di quattordici ore. La paga oraria, quindi, di un euro o poco più. In alcuni Paesi del mondo, da cui questi individui provengono, la paga giornaliera, per chi ha un lavoro, è di 2 dollari al giorno… I dati presentati da Tito Boeri per la Fondazione Rodolfo Debenedetti (gennaio 2009) offrono alcuni indicatori di sicuro interesse. Il 40% di chi non ha il permesso di soggiorno guadagna meno di 5 euro l'ora, mentre tra i regolari la percentuale scende al 10%. In queste condizioni, gli immigrati irregolari continuano a venire in Italia perché trovano facilmente lavoro, anche senza permesso di soggiorno. Le morti bianche aumentano tra gli stranieri (+8%) e calano tra gli italiani. Gli infortuni: 3,9% tra gli italiani, 4,4% tra gli stranieri. Secondo il dossier Caritas/Migrantes, gli infortuni occorsi agli stranieri sono il 16,4% del totale (ricordiamo che gli stranieri costituiscono il 7% della forza lavoro). Dei regolari, lavora l'88,2%, degli stranieri in attesa di permesso di soggiorno l'81,6%, degli irregolari tout court il 65,8%. I cosiddetti 'clandestini', quindi, lavorano in quasi 4 casi su 5 e non sono 'criminali', ma lavoratori in nero.

 

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