dal Quartiere n° 22 - 8 marzo: Festa internazionale della Donna PDF Stampa E-mail

 

 

Festa internazionale della donna “che lotta”, ci sarebbe da aggiungere, perché questa data importante  racchiude in se tutte le lotte per i diritti , per l’emancipazione , per l’uguaglianza che le donne hanno portato avanti nel corso della storia. Una data di lotta e mobilitazione, che merita di essere festeggiata con rispetto e dignità.

Perché proprio l’8 marzo?

Nel  marzo del 1908 a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia. Negli anni immediatamente successivi a questa tragedia si svolsero una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile vicenda delle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano, in quella data, come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale. Grazie soprattutto alle associazioni femministe, la data l’8 marzo diventa il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per nuove lotte e per il proprio riscatto.

Ai giorni d’oggi come si festeggia?

Anche ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna. Ma è attesa anche dai fiorai, che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori, che vedranno i loro locali affollati e magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare questa data, è andato perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere anche la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile. Altre donne rifiutano, giustamente, questo modo di festeggiare e per loro l’8 marzo diventa una data priva di ogni senso. E’ molto importante riscoprire il vero significato dell’8 marzo, non dimenticarsi di cosa è accaduto in quel lontano 1908 a New York, e quanto hanno lottato le donne, riunite in gruppi femministi, per vedere riconosciuti diritti fondamentali riguardanti il lavoro, il proprio corpo, il ruolo sociale. I diritti che oggi le donne hanno non sono caduti dal cielo, ci sono state delle lotte molte dure per raggiungerli.Ogni donna che festeggia quella giorno fuori con le amiche, dovrebbe avrebbe ben presente cosa sta festeggiando, e portare rispetto alle lotte che altre donne hanno portato avanti nel tempo, e soprattutto dovrebbero dimostrare un minimo di dignità, perché l’emancipazione non significa uscire una volta l’anno e darsi alla pazza gioia; da questi comportamenti emerge la frustrazione e l’emarginazione che molte donne ancora vivono all’interno delle proprie famiglie o della società. E’ l’ora per tutte di alzare la testa .

13 febbraio 2011 : è stata una giornata di mobilitazione delle donne

Limiti e critiche: Il 13 febbraio è stata una giornata di grande mobilitazione delle donne. Un milione di donne in tutta Italia hanno manifestato contro Berlusconi e contro la mercificazione dei corpi. Benché sia da considerare molto positivamente tanta partecipazione e tanta voglia di piazza, tuttavia l’appello nazionale alla mobilitazione tendeva a identificare la donna nei ruoli familistici e patriarcali di madre, sposa , casalinga, oppure lavoratrice che si fa in quattro per la famiglia. Questi modelli di donna incitavano al moralismo legato alla valorizzazione delle donne perbene, alla negazione del corpo e della sessualità .Per questo motivo tante donne che non si identifica più in questo stereotipo della donna, si sono presentate in piazza con altri appelli e altri contenuti. Molte donne, con alle spalle anni di lotte femministe, rifiutano questi gli stereotipi, da sempre proposti dalla cultura patriarcale- religiosa . Perché ci sono donne che hanno combattuto nelle resistenza partigiana, ci sono donne che sono state alla testa di movimenti sindacali, femministi, politici; donne che hanno pensato non solo alla proprio ambito famigliare ma hanno avuto un ruolo nella società e hanno svolto un’ azione collettiva che è stato motivo di emancipazione da quel ruolo imposto dalla società. Non possiamo che  condividere questa visione e questa impostazione .

 

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