dal Quartiere n° 24 - L'acqua tra privatizzazione, business e referendum 2° PARTE PDF Stampa E-mail

 

 

Il 12 e il 13 Giugno 2011 ci sarà il Referendum per l’acqua pubblica e contro il nucleare: CAPIAMO L’IMPORTANZA DI

VOTARE SI


Come funziona la gestione del servizio idrico?

Cosa è successo a Livorno?

Quali conseguenze ha portato la privatizzazione?


Questo e molto altro troverete in questo articolo tratto da Senza Soste e scritto da ANDREA GUALTIERI USB Lavoro Privato, RSU ASA/ASA TRADE Referente provinciale Forum Acqua Pubblica


2° Parte


Torniamo dalle nostre parti. A Livorno e provincia ASA SpA gestisce il Servizio Idrico Integrato. Nel 2004 un bando di gara internazionale ha spalancato le porte ai privati. Aggiudicataria di tale gara fu l’azienda idrica di Genova che acquistò il 40% del capitale sociale di ASA. La società di Genova si chiamava AGA, per poi cambiare in AMGA, per poi cambiare in IRIDE, per poi cambiare in IREN. Ad ogni nuova alleanza con aziende di altri territori, la società cambia nome, e questo illustra a dovere con chi abbiamo a che fare sul nostro territorio. Abbiamo a che fare con un colosso del settore che, insieme ad ACEA ex municipalizzata di Roma, si è suddivisa il territorio nazionale riferito ai vari servizi idrici e non solo. Ritroviamo i Genovesi anche nella privatizzazione del servizio idrico di Tirana (Albania) oppure di Palermo e soprattutto per ciò che ci riguarda da vicino, li ritroviamo anche come azionista della società che gestirà il rigassificatore OFF SHORE che ci stanno costruendo nel bel mezzo del Parco dei Cetacei davanti alle nostre coste. Allora perché a Livorno abbiamo optato per anticipare addirittura le decisioni che sarebbero state poi del Governo Berlusconi? Ecco alcune delle risposte che abbiamo ottenuto al tempo della privatizzazione:

 

1)     E’ giusto che l’acqua sia considerata merce e come tale è giusto che debba stare sul mercato;

2)    L’ingresso nel mercato dell’acqua porterà benefici sia in termini di qualità che in termini di competitività;

3)     Il privato porterà know-how (conoscenze tecniche);

4)     Il privato porterà finanze fresche.

 

Tutte queste risposte non avrebbero trovato conferma nei fatti a seguire, ma chi ci propinava tali risposte ?? Il Sindaco, che all’epoca era Lamberti a fine mandato e più avanti Cosimi ad inizio mandato; CGIL, che era uno dei soggetti più convinti che quella fosse la strada giusta anche dal punto di vista di opportunità lavorative sul territorio; e politicamente il PD, IDV, all’epoca Sinistra Democratica (con esponenti che adesso ritroviamo nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà).

 

Una cosa l’abbiamo capita bene: le scelte riguardanti ASA non sono state prese per migliorare la vita ai cittadini né dal punto di vista economico, nè da quello dell’aumento della qualità del servizio offerto. Le scelte effettuate sono state prese per omaggiare ulteriormente il Dio Denaro e per ottemperare ad alleanze e logiche politiche. Anche le forze presenti nel panorama politico locale che sono al di fuori di queste logiche, hanno dimostrato, nei fatti, contraddizioni fra ciò che si dice e ciò che si fa. Esempio è il recente comportamento della Federazione della Sinistra (in Giunta Regionale) che nel  Dicembre di qualche anno fa sembrava pronta ad appoggiare il progetto del Governatore Rossi, che andava spedito verso l’unificazione degli ATO in Toscana passando attraverso il commissariamento degli stessi; cosa non accaduta solo per evidente contraddizione con la legislazione nazionale. Altre lampanti contraddizioni: in Parlamento PD ed IDV votano contro il Decreto Ronchi, ma a Livorno si sono comportati in modo opposto. IDV addirittura ha effettuato una campagna di raccolta firme per l’abrogazione dell’art.23bis del suddetto Decreto.

 

Fortunatamente a questo mondo esistono ancora persone fuori da queste logiche, che portano avanti le loro convinzioni e che sono in grado di autorganizzarsi al di fuori dei partiti, ragionando di obiettivi da perseguire senza secondi fini o poltrone da salvare. E’ così che ha preso forma in Italia l’attività del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua Pubblica a cui fanno riferimento una vasta e variegata serie di Associazioni laiche, religiose, movimenti politici e non. Il Forum ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema acqua ed ha organizzato, in modo indipendente da quello IDV, nell’estate scorsa, una campagna referendaria per riportare la gestione dell’acqua verso un’ottica pubblica diversa da quella a noi propinata prima delle privatizzazioni. Il lavoro del Popolo dell’Acqua ha portato ad una raccolta firme di proporzioni mai viste nella storia repubblicana dell’Italia. Oltre 1.400.000 firme raccolte di cui 9.000 ca. sul territorio di Livorno e provincia. I frutti del lavoro del Forum si stanno evidenziando in questi ultimi giorni. La Corte Costituzionale il 26 gennaio ha depositato le sentenze con cui motiva le dichiarazioni di ammissibilità dei due quesiti referendari sull’acqua depositati dal Comitato Referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”. Sentenze che rendono giustizia alle ragioni dei promotori dei referendum e che smentiscono già da ora l’ex ministro Ronchi e quanti avevano sostenuto che il Decreto fosse un atto dovuto in attuazione di obblighi comunitari. La Corte sancisce che l’abrogazione di tale provvedimento avrà come diretta conseguenza l’applicabilità immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria la quale prevede la possibilità della gestione pubblica. La Corte, con riferimento al secondo quesito ammesso, chiarisce una volta per tutte che con l’eliminazione del riferimento alla ”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” si persegue la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua, ne consegue una normativa immediatamente applicabile. Una prima vittoria dei movimenti per l’acqua bene comune.

 

Il Consiglio dei Ministri ha indicato le date delle consultazioni referendarie sull’acqua pubblica per il 12 e 13 Giugno, evitando la concomitanza delle elezioni Amministrative, per cercare di far fallire il raggiungimento del Quorum. Il Popolo sarà chiamato a decidere del proprio futuro rispetto alla gestione dei Servizi Idrici Integrati.

 

Per informazioni rispetto ai lavori del Forum sia Nazionale che Territoriale potete consultare il sito www.acquabenecomune.org dove trovate anche l’elenco dei referenti provinciali con mail e numeri di telefono.

 

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