dal Quartiere n° 25 - Chiacchierata sul quartiere- Intervista al Minimarket di via Pellegrini n. 14-16 PDF Stampa E-mail

 

 

Luciano e Luana gestiscono da venti anni il Minimarket di Via Pellegrini e vendono alimentari, frutta , affettati e surgelati. Abbiamo scambiato quattro parole con Luciano.

Perché hai aperto l’attività in via Pellegrini?

Non ho trovato alternative, la prima opportunità che mi capitò la presi al volo. Non è facile poter scegliere quando sei in difficoltà economiche e scendi a compromessi, questa era l’opportunità più vicina alle mie esigenze.

Cosa è cambiato nella tua attività in questi anni?

Innanzitutto è cambiata la clientela, prima c’erano famiglie numerose e le spese erano più consistenti. Oggi per vari motivi, primo fra tutti quello economico, vengono persone singole, soprattutto straniere, che prendono qualche oggetto e non fanno la spesa completa. Lo stesso vale per i giovani. Le difficoltà economiche sono arrivate anche per l’arrivo dei supermercati e dei grandi centri commerciali che hanno portato la crisi ai piccoli negozi. Questi supermercati praticano a mio avviso politiche non del tutto legali, ad esempio dei prezzi troppo bassi su alcuni prodotti. Penso che abbiano molte agevolazioni fiscali a differenza nostra.

Come è cambiato il quartiere?

Molti giovani e molta gente del popolino si è allontanata dal quartiere per i problemi che ci sono stati in passato, ma ora la situazione si è stabilizzata e la delinquenza è diminuita, ma c’è il problema dello spaccio, che è evidente e io mi chiedo, se si vede noi, perché non lo vedono le forze dell’ordine? Ci sarebbero molti modi, ma a mio avviso non c’è la volontà. Ad esempio a mio avviso le telecamere potrebbero servire, ma non certo a risolvere il problema, al massimo lo sposterebbe da un’altra parte, ma il problema rimane.

Cosa ne pensi del mercato di Piazza Garibaldi?

Se non viene data la possibilità di lavorare, è una cosa negativa. Devo dire che nel mercato però la qualità della merce venduta è molto bassa, andrebbe riqualificato. Alcune persone poi vorrebbero avere in gestione le baracchine, ma per ora non è possibile dato che il Comune vuole che i nuovi proprietari si accollino le spese che ha lasciato chi ci stava prima. Ma quanto le terranno ancora chiuse? Converrebbe anche al Comune assegnarle, dato che in primo luogo ne riceverebbe un affitto, inoltre si avrebbe un po’ più di illuminazione e di vita nella piazza.

Come va la tua attività?

Io pago un affitto, il negozio non è mio, e questa è già una spesa. Le attività commerciali non hanno molte agevolazioni. Io lavoro 14 ore al giorno, e da molti anni non faccio ferie. Il mercoledì siamo aperti per necessità come c’è scritto nel cartello. Le attività commerciali andrebbero agevolate, perché ad esempio, se io chiudo, vanno in crisi anche i miei fornitori, rappresentanti e tutta la catena che c’è dietro.

Cosa ne pensi della chiusura della Fortezza?

E’ una cosa che non mi spiego, il Comune non valorizza quello che c’è. Tenerla chiusa a chi giova? Quest’anno anche Effetto Venezia, valida attrattiva per i turisti, ha rischiato di non essere fatto e ciò va a svantaggio di tutti.

Cosa ne pensi della multiculturalità del quartiere?

Io non sono contro gli stranieri che vengono in Italia, ne conosco tanti e li rispetto. I miei genitori in passato sono emigrati in Belgio, e non posso certo avercela con chi emigra per cercare una vita migliore. Mi rendo conto che però vengono ingannati e spesso anche qui non hanno sbocchi lavorativi, come del resto i nostri giovani. Io ho due figli, a quello di 25 anni una volta gli hanno fatto un contratto di una settimana, l’altro ha un negozio di saponi accanto a me.

 

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