dal Quartiere n° 24 - Polemiche al concerto del 1° Maggio a Roma, la liberatoria fa arrabbiare gli artisti: «E' censura» PDF Stampa E-mail

 

Polemiche al concerto del 1° Maggio a Roma,

la liberatoria fa arrabbiare gli artisti:

«E' censura»

Pesanti critiche di alcuni musicisti e attori:

vietato parlare di politica e referendum:

ribelliamoci VOTANDO SI

Continua la censura da parte dei media e del Governo sui quesiti referendari e sulle date in cui noi cittadini saremo chiamati ad esprimerci sul nostro futuro. Dal concerto del 1° Maggio che viene trasmesso in diretta dalla RAI, arriva la denuncia da parte di numerosi artisti che hanno contestato l'organizzazione del grande live musicale - patrocinato dai sindacati Cgil Cisl e Uil - di aver preteso prima dello spettacolo la firma di una liberatoria molto dettagliata: un impegno che, di fatto, «metteva la sordina a cantanti e attori». Ascanio Celestini ha ironizzato sul palco: «Quella contenuta nella liberatoria non è censura, è un tentativo di distrazione». Erriquez, il leader del gruppo Bandabardò, attacca, dicendo che quel foglio è «una censura bella e buona», è stato imposto «per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto dal palco di San Giovanni».

Lamenta che gli artisti non erano stati informati di quello che firmavamo: «Pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo è anche un nostro errore, ma in questo modo si impedisce la libertà di parola».  Quindi oggi, nella nostra povera Italia, siamo approdati, nel silenzio e nell’indifferenza, anzi con l’appoggio dei maggiori partiti, al divieto della libertà di espressione, al divieto di esprimere le proprie opinioni, (noi non siamo d’accordo che tutte le idee siano uguali e si possano esprimere senza problemi, noi ripudiamo come la nostra stessa Costituzione le idee  fasciste e razziste) ma qui, stiamo parlando dell'acqua pubblica e del nucleare, temi che non sono né di destra né di sinistra. E’ lo stesso governo ad impedire che i propri cittadini possano esercitare un loro diritto, e cioè quello di pronunciarsi su un referendum.

Il silenzio è assordante, sulla RAI passano solamente 3 spot al giorno (alle 7.25 su Rai 3, alle 1 di notte su RAI 1 e alle 17.40 su RAI 2) ad orari sinceramente improbabili. Eppure i nostri politici come sono bravi a chiedere il nostro voto quando si tratta di elezioni politiche o amministrative, come sventolano il detto che è un dovere civico andare a votare, quando si tratta di essere eletti ed aver garantito uno stipendio che noi gli paghiamo. Per tutti questi motivi, vi invitiamo ad esercitare il vostro diritto, il diritto ad aver garantita l’acqua come un bene pubblico, lontano dalle speculazioni di amministrazioni private che ne deciderebbero i prezzi per trarre profitto anche da beni essenziali come l’acqua.

Per dire nuovamente no (votando SI) all’energia nucleare che è un’energia pericolosissima e ha dei costi superiori alla produzione di energia stessa. Per non parlare dei costi di smaltimento delle scorie che continuano per secoli. La SOGIN, (Società Gestione Impianti Nucleari) è un’azienda che deve dismettere le centrali nucleari chiuse dopo il 1987, che in 8 anni di attività (1999-2007) ha dilapidato 849 milioni di euro (circa 1.700 miliardi delle vecchie lire) e continua tuttora a spendere soldi nostri, cioè interamente pagati dalle famiglie italiane con un sovrapprezzo sulla bolletta elettrica. Figuriamoci quanto lieviterebbe quel costo, se il governo puntasse a un uso massiccio dell’energia nucleare, per non parlare del pericolo delle scorie nucleari e delle varie infiltrazioni mafiose nella costruzione di centrali fatte magari con materiali scadenti come è successo per la casa dello studente a L’Aquila, crollata durante il terremoto. Invitiamo tutti i residenti del nostro quartiere ad andare a votare e a far votare “SI”  più gente possibile.

Vi ricordiamo che il referendum passerà solo  se  raggiungerà  il quorum, cioè dovranno recarsi  a votare  il 50% degli  italiani  e  dovrà vincere il SI!!!!!

 

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