dal Quartiere n° 27 - Discarica di Limoncino: Tutto quello che c’è da sapere, tra proteste, abusi di potere, nocività per l’ambiente PDF Stampa E-mail

 

Un presidio del Comitato  in Via del Limoncino e la Civetta di Senza Soste del Settembre 2010

 

Cerchiamo di chiarire le idee con un po’ di sana controinformazione dando un profilo sintetico di cosa sarà a regime la discarica del Limoncino, poi apriremo una breve inchiesta-riflessione sui metodi utilizzati entrando anche nel merito della questione.

Profilo: l’impianto avrà una cubatura di 560.000 mc. Il cubo di spazzatura avrà  una base di appoggio utile  di 29.000 mq. Il personale impiegato sarà di 9 lavoratori. L’attività della discarica si svolgerà dal lunedì al venerdì in due turni di 6 e 45 minuti ciascuno. Il primo turno dalle 7,30 alle 13,45 e il secondo turno dalle 13,30 alle 19,45, mentre il sabato sarà attivo soltanto il primo turno dalle 7,30 alla 13,45. La discarica tratterà un volume di rifiuti di 135.000 tonnellate all’anno suddivise in : 50.000 tonn. di rifiuti di terre e rocce; 20.000 tonn. di fanghi a matrice inorganica; 30.000 tonn. di inerti; 20.000 tonn. di rifiuti da demolizione; 10.000 tonn. di altri inerti. Il percolato prodotto dalla discarica annualmente è stato calcolato in 20.000 mc pari a 55 mc al giorno. Il percolato sarà convogliato in apposite vasche per essere poi trasportato in apposite cisterne per il trattamento in altri siti. Il traffico veicolare pesante sarà di 450 tonnellate di rifiuti il giorno (media su base annua). La discarica per lo smaltimento dei  rifiuti speciali non pericolosi, inerti ed inorganici resterà in esercizio per ben 7 anni accumulando 900.000 tonn. di rifiuti, dopo di che la collina di immondizia sarà coperta da un bel tappeto di vegetazione mediterranea e sarà monitorata per 30 anni, in modo da accertarsi che non ci siano ricadute negative sull’ambiente circostante.

La Valutazione di Impatto Ambientale della provincia di Livorno (Atto Dirigenziale n° 132 del 07/11/2008), la cosiddetta V.I.A., autorizza allo smaltimento di ben 114 codici, mentre una discarica  per soli rifiuti inerti (la meno tossica) ne prevede soltanto 20 (codice 17 rifiuti delle operazione di costruzione e demolizione compreso il terreno proveniente da siti contaminati rocce e fango di dragaggio).

Cosa produce la discarica: I rifiuti restano attivi per ben oltre 30 anni e attraverso i naturali processi di decomposizione producono copiosi liquami contaminanti per il terreno e le falde acquifere. Studi mirati hanno appurato che molti materiali tossici hanno tempi di degradabilità molto lunghi e possono essere presenti fino a mille anni.Oltre al percolato le discariche producono odori, polveri e rumori di vario genere. Le emissioni sono poi trasportate dal vento e colpiscono la flora e la fauna in una raggio molto ampio.

Dalla lettura della VIA si rileva il parere del  Corpo Forestale dello Stato, coordinamento provinciale di Livorno, che rileva: ”il progetto della discarica sottolinea come  nella relazione tecnico illustrativa alla pag 13 malgrado la discarica venga dichiarata per rifiuti non pericolosi, si prevede anche il conferimento di rifiuti pericolosi stabiliti non reattivi a determinate condizioni. A pg 15 inoltre si esclude il conferimento di materiali polverulenti e fanghi con frazione secca inferiore al 30%, intendendo forse l’esclusione di fanghi con frazione secca inferiore al 30%....” tant’è che esso alla fine consiglia che la discarica venga autorizzata per il solo conferimento di rifiuti non pericolosi e che il conferimento dei fanghi venga opportunamente regolato. Inoltre suggerisce che le vasche di raccolta dell’acqua di prima pioggia delle aree pavimentate vengano dimensionate per precipitazioni di 50 mm contro i 5 mm previsti dal progetto. Anche l’ARPAT avanza dei rilievi al progetto quali: dare grande attenzione alla tipologia dei rifiuti conferiti in quanto non concorda con la definizione di discarica di rifiuti speciali non pericolosi inerti, inorganici . Essa afferma che dall'analisi della  documentazione si rileva cha la discarica che si vuole realizzare è una discarica di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi non reattivi con basso carico organico e biodegradabile. Tant’è che a suo avviso la discarica dovrà essere definita come discarica di rifiuti speciali non pericolosi inorganici, a basso contenuto organico o biodegradabile. Inoltre consiglia di valutare l’entità dell’impatto sull’atmosfera delle polveri emesse durante la movimentazione dei rifiuti. Rileva che manca una valutazione  dei possibili impatti derivanti dalla circolazione dei mezzi pesanti sulla flora, fauna ed ecosistemi e che manca una valutazione di impatto acustico. Inoltre consiglia una più approfondita indagine della circolazione idrica sotterranea delle sorgenti del Limone. infine nella parte conclusiva della VIA  definita “istruttoria interdisciplinare” si rimane basiti dalla affermazione che nell’area in cui si svilupperà la discarica emerge una vena di acqua sorgiva da valutare!!!

Stupisce anche il parere favorevole che al progetto è stato dato dalla Giunta Comunale, delibera 40419 del 02/10/08. Infine con atto dirigenziale n°62 del 22.04.2009 la provincia  autorizza la discarica (Autorizzazione Integrata Ambientale, A.I.A.) senza tenere conto dei rilievi espressi dalle varie autorità ambientali di marca pubblica.

Orbene Un altro dato che non deve rimanere secondario in tutta questa vicenda riguarda l’impronta che tale attività lascerà nell’ambiente e nella salute della nostra città. Impronta che si verrà a sommare alle tante altre attività poco salubri già in atto o che verranno attivate nei prossimi anni (2 centrali a biomasse in area portuale, terza linea del termovalorizzatore, rigassificatore, riconversione centrale Enel , ecc…) perché se è vero come è vero che tra i diritti  costituzionali del nostro paese ci sono il lavoro e la salute è moralmente indecente e politicamente scorretto che qualcuno si metta a giocare sui diritti fondanti la nostra repubblica cercando di contrapporre e sovraordinare l’uno all’altro. La miniera d’oro della discarica è un affare, si sa e questo avviene senza garantire nessuna tutela per ambiente e salute dei cittadini.

Oggi la stampa locale ha diffuso la notizia secondo cui la Procura della Repubblica avrebbe chiesto il sequestro della discarica del Limoncino. La richiesta è fondata sulle risultanze dell’indagine in corso sulle procedure autorizzative, che ha portato ad iscrivere nel registro degli indagati cinque persone: il dirigente del Comune Gianfranco Chetoni, i dirigenti della Provincia Reginaldo Serra e Andrea Rafanelli, il progettista Antonio Rafanelli e l’imprenditore Federico Bellabarba.

(http://www.senzasoste.it/livorno/discarica-di-limoncino-arrivano-gli-avvisi-di-garanzia-a-dirigenti-provinciali-e-comunali-e-bellabarba)

In sostanza la Procura ritiene che non ci fossero gli estremi per concedere l’autorizzazione a costruire la discarica sul Monte La Poggia e che i pareri favorevoli siano viziati da illegittimità.

In questi giorni il sequestro era stato chiesto dal Comitato del Limoncino, che sta continuando le manifestazioni di protesta contro la prosecuzione dei lavori. Una buona notizia dunque per i cittadini livornesi che da un anno si battono contro il progetto, anche se sarà il giudice a doversi esprimere e per la decisione si dovrà attendere i giorni immediatamente successivi a Ferragosto. Di recente anche all’interno dello schieramento di maggioranza si sono manifestate voci sempre più numerose a favore di uno stop ai lavori in attesa della conclusione delle indagini. (red) 12 agosto 2011

Come ampiamente previsto su questo sito  già febbraio, sono arrivati nella giornata di ieri 5 avvisi di garanzia per dirigenti di comune  (Chetoni) e provincia (Serra e Rafanelli), l'imprenditore Bellabarba e il suo progettista geologo (Rafanelli), zio del dirigente della provincia che ha curato le autorizzazioni. L'oggetto dell'avviso di garanzia infatti sono proprio le autorizzazioni rilasciate per la discarica.

 

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