dal Quartiere n° 27 - Una monovra economica lacrime e sangue PDF Stampa E-mail

 

Un governo allo sfascio, morale e materiale, dopo aver approvato una finanziaria da 70 miliardi un mese fa ne ha approvata un'altra da 45 miliardi come pensiero di ferragosto.
Complessivamente si tratta di un mese di manovra da 120 miliardi di euro circa. Il più grande colpo all'economia del paese che un governo in Italia, non a caso commissariato dalla Bce, abbia mai assestato alla popolazione. Nel decreto, che andrà analizzato nel dettaglio, c'è di tutto. Tasse ai lavoratori autonomi, congelamento delle tredicesime, privatizzazione dei servizi locali (che così costeranno di più e non saranno controllati dalla popolazione), azzeramento dei servizi sociali tramite il mancato trasferimento di fondi a regioni, province, comuni. Inoltre tra le pieghe del decreto emerge l'attacco più pesante che un governo abbia mai portato a chi lavora. Come conferma Sacconi, il decreto liquida in un colpo solo contratto nazionale di lavoro e statuto dei lavoratori. Introduce infatti il modello giuridico Marchionne, la deroga ai contratti nazionali, come norma e prassi. Siccome l'arroganza inqualificabile di questo governo non ha limiti oltre all'abolizione di fatto, del contratto nazionale, il prossimo 25 Aprile non sarà festa. E neanche il primo Maggio. Per la prima volta dal governo Mussolini. Una norma voluta, visti gli scarsissimi effetti sull'economia del provvedimento, per azzerare culturalmente ogni tradizione di sinistra di questo paese. Il bello, si fa per dire, è che queste norme rischiano di non servire a nulla (saranno maggiori i danni al turismo, che i benefici di produzione). I mercati finanziari promettono ulteriori bagni di sangue. Sull'opposizione istituzionale, politica e sindacale, inutile parlare. Stiamo parlando di relitti che non fanno nemmeno ridere. Un mese fa il PD aveva fatto approvare la manovra finanziaria da 70 miliardi, Napolitano aveva parlato di "miracolo". Bel miracolo, impoverire il paese e dare fiato ad un governo che ha liquidato decenni di diritti in una serata di metà agosto. Con quello che tecnicamente è un golpe, come conseguenza del commissariamento della maggioranza da parte della Bce. L'auspicio è che, appena possibile, il paese ruggisca. Questo ceto politico di disperati, che ha agganciato il proprio destino al delirio dei mercati finanziari, è capace di portarci al medioevo.

MANOVRA BIS: SACCONI, CONTRATTAZIONE DIVENTA AZIENDALE E TERRITORIALE (ASCA) - Roma, 12 ago – “Le norme approvate in materia di lavoro contengono il cuore dello Statuto dei lavori in quanto attribuiscono ai contratti aziendali o territoriali la capacità di regolare tutto ciò che attiene all'organizzazione del lavoro e della produzione anche in deroga i contratti collettivi e alle disposizioni di legge quando non attengano ai diritti fondamentali nel lavoro che in quanto tali sono inderogabili e universali”. Maurizio Sacconi sottolinea che “come si e già fatto nei Paesi che hanno più intense relazioni industriali il cuore della contrattazione diventa l'azienda o il territorio”.  

MARTEDI’ 6 SETTEMBRE 2011 SCIOPERO GENERALE CONTRO LA MANOVRA

 

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