dal Quartiere n° 2 - Successe a Livorno in un lontano 1° maggio...grande episodio di antifascismo e ribellione PDF Stampa E-mail

 

Negli anni 30, in pieno regine fascista, a Livorno, seppure in modo clandestino, il sentimento antifascista e di ribellione alla dittatura  fascista era ancora molto forte nella gente. Nel notte del 1° maggio si compì un atto memorabile sul Pontino. Un atleta mise un cavo tra la Fortezza Nuova e l’ultima casa del Pontino con appesa una bandiera rossa con falce e martello e stella e sotto il tricolore. Si chiamava Danilo Bugliesi ed era un compagno omosessuale, e solo per questo era discriminato. E l’hanno picchiato tante volte i fascisti perché era omosessuale e perché era comunista. Lui con altri attaccarono questa bandiera che poi rimase li per giorni. E quando i fascisti poterono averla in mano, la portarono a Roma alla mostra dei cimeli della rivoluzione.

 

Quel mattino molte persone radunate lungo le spallette dei fossi sugli Scali delle Cantine, gioivano per l’accaduto,  e mentre la Polizia con l’aiuto dei pompieri si davano un gran da fare per toglierla, qualcuno dietro le finestre socchiuse fischiettava “Bandiera Rossa”. Le persone che assistettero all’insolito spettacolo, spontaneamente applaudirono. Il gerarca fascista non sapendo se fosse più importante togliere la bandiera oppure scoprire i fringuelli che cantavano dietro le finestre, correndo qua e la andò nel pallone.

 

Nei giorni seguenti, in seguito ad una spiata  vennero arrestati elementi di prestigio del CNL come Leonardi, Frangioni, La Manna, i quali trascinati per strada attendevano il camion che l’avrebbe portati in prigione. In quel momento dall’altra parte della strada passava Otello Bacci , conosciuto in città per le sue doti di ballerino, il quale salutò i tre. I fascisti confondendo il saluto per un segnale arrestarono pure lui, e lo condannarono a sette mesi di prigione. Arrestarli era l’unico modo renderli innoqui almeno per un po’, anche se la galera non ha mai placato lo spirito ribelle e antifascista dei livornesi, che ancora oggi fortunatamente, rende la nostra città tollerante, accogliente , civile e libertaria, dove la gente possiede ancora quello spirito popolare, polemico, esuberante che rende Livorno città unica al mondo. E di questi episodi la storia di Livorno ne è piena..

 

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