dal Quartiere n° 29 - Numero speciale sui problemi del quartiere - Gli ultimi cinque anni: analisi del quartiere fatta dal Chico Malo PDF Stampa E-mail

 

NUMERO SPECIALE SUI PROBLEMI DEL QUARTIERE

 

Il quartiere Sant’Andrea deve essere migliorato, nell’illuminazione, nei luoghi di socialità, nell’arredo urbano, nella vivibilità; le botteghe di quartiere e il mercato rionale devono essere valorizzati, comprese le baracchine abbandonate; i residenti hanno diritto alla tranquillità nelle ore notturne; le questioni con chi disturba e non porta rispetto devono essere affrontate; lo spaccio e la piccola criminalità, anche se problemi molto complessi da risolvere, devono uscire dai quartieri.

 

Gli ultimi cinque anni: analisi del quartiere

Problemi, cambiamenti , personaggi. Una fotografia del quartiere fatta dal Chico Malo nel corso degli anni

 

Sono quasi cinque anni che il Centro di Quartiere “Chico Malo” è presente nel quartiere Sant’Andrea. In questi anni abbiamo parlato con gli abitanti e con i commercianti, abbiamo osservato tutto ciò che accade, raccolto testimonianze, fatto interviste. La rubrica del giornalino “chiacchierata sul quartiere” è stata ideata per dare voce alla gente, raccogliere opinioni, capire meglio i problemi e la situazione. Conoscere.

 

Siamo arrivati in punta di piedi con l’obiettivo di acquisire conoscenza e avere delle basi solide sulle quali costruire il nostro intervento.

 

Abbiamo osservato da vicino quello che succede, il giorno, la sera, l’estate e l’inverno. Ci siamo confrontati spesso con gli abitanti che sono passati dal Centro, abbiamo ascoltato le loro lamentele, ma anche i loro consigli. Ci siamo trovati in prima persona ad assistere o dover gestire episodi spiacevoli.

 

Abbiamo sentito fare tante promesse dal Comune e puntualmente disattenderle, abbiamo visto alcuni politici strumentalizzare le cose nei momenti di tensione e poi sparire. Molti di questi tentativi sono stati da noi combattuti e denunciati, come in occasione delle tentate ronde di Lo Porto, singolare personaggio, voleva cercare di prendere qualche voto per la sua lista civica presentata alle ultime elezioni comunali.

Oppure quando la Lega Nord, nel 2006, cercò di cavalcare l’onda anti-immigrati e prendere qualche consenso.

Ancora nel 2009, ad una fiaccolata organizzata da un fantomatico “Comitato dei residenti”, partecipata da Don Medori e da molti parrocchiani, sfilò per il quartiere con in prima fila Marcella Amadio del PDL.

Oppure quando, dopo i fatti di via del Mulini nel 2010, il PDL organizzò un corteo, molto poco partecipato, che volle forzatamente e provocatoriamente passare da piazza dei Mille anche se i fatti erano avvenuti in un altro quartiere.

 

Poi c’è la Parrocchia di Sant’Andrea guidata da Don Medori, che si è fatto promotore di campagne contro il degrado del quartiere e a favore del suo miglioramento. Negli ultimi tempi Don Medori si occupa prevalentemente della Parrocchia e noi giudichiamo positive le forme di socialità promosse al suo interno, e anche le iniziative a favore della multiculturalità fatte in Piazza dei Mille. Giudichiamo invece negativi gli episodi che lo hanno visto dare agibilità politica ad alcuni personaggi del PDL come nel caso della fiaccolata. E anche l’organizzazione del dibattito anti-abortista con ospite Giuliano Ferrara, noto giornalista sessista e berlusconiano. E anche le “passeggiate” di riappropriazione del quartiere, che tanto sapevano di ronde.

 

Poi ci sono i giornali locali, in testa il Tirreno, che negli anni hanno soffiato sul fuoco, descrivendo il quartiere come il “Bronx”, dando una visione distorta e esagerando nella descrizione di alcuni fatti. In questo modo hanno danneggiato il quartiere discreditandolo, a discapito dei negozi e degli abitanti.

 

Per quanto ci riguarda, la presenza del Chico Malo è stata costante, ci abbiamo messo faccia, impegno e tempo, per riuscire col tempo ad avere la fiducia della gente, e diventare un punto di riferimento per ogni cosa che riguardi il quartiere. Come dire “noi siamo qui, siamo un punto di riferimento se volete, non chiederemo voti, né altro in  cambio   e resteremo quì”.  Nel frattempo  abbiamo organizzato   feste,   dibattiti,    corsi   e presidi  per creare  momenti  di  cultura, socialità,  lotta  e  confronto.   Insomma, calati nella realtà del quartiere possiamo fare    valutazioni,   analisi   e   proposte concrete.

 

I problemi del quartiere classificati in tre gruppi


A intervalli, a ondate più o meno intense, i problemi che si propongono sono sempre gli stessi:

 

1) Uno dei problemi più sentiti è quello legato alla tranquilla vivibilità nel quartiere, messa a dura prova dai comportamenti irrispettosi e arroganti  di alcune persone che lo frequentano. Locali rumorosi, schiamazzi nelle ore notturne, gente ubriaca che disturba, sporca e danneggia. Questi episodi, più intensi nei mesi estivi, avvengono più spesso nelle vicinanze dei locali e nelle piazze dove la gente si concentra anche in ore tarde. Questo tipo di problemi si sono spesso risolti con l’intervento diretto degli abitanti, sono molti i casi dove i residenti esasperati sono scesi e hanno affrontato chi disturbava, in modo deciso. Hanno affrontato chi orina ai portoni, chi lascia sporcizia, e chi tiene musica alta e schiamazza. Questi problemi si risolvono anche con il controllo sulla clientela da parte del gestore per allontanare o ammonire chi disturba. Siamo a conoscenza anche di un venditore abusivo di alcolici, che da tempo vende ai frequentatori della piazza alcolici a qualsiasi ora del giorno, tenendo ben fornito un fondo proprio nella piazza Garibaldi. Le segnalazioni ai vigili e alla polizia da parte degli abitanti non si contano più. Ma la cosa sembra non disturbi i vigili, impegnati solo a fare multe in un quartiere dove parcheggiare è un’impresa.

 

2) Poi ci sono altri problemi legati al degrado sociale e alla povertà, come lo spaccio, i furti, la   prostituzione. Tutto questo dà una percezione di insicurezza e desta sospetto e paura verso chi non si conosce. Questi problemi sono più o meno irrisolvibili, perché legati alla struttura della società capitalistica. Si ripropongono in ogni città di ogni luogo del mondo. Non potendo risolvere questi problemi alla radice, e rimanendo consapevoli del fatto che non si vive nel migliore dei mondi possibili, anzi forse si vive nel peggiore dei mondi possibili, si può cercare di mitigarli, ad esempio vivendo di più le strade e le piazze, eliminando i luoghi bui e nascosti, creando le condizioni per ostacolare e allontanare i problemi di cui stiamo parlando. Sicuramente la struttura di Piazza Garibaldi per come è stata progettata dopo il restauro del 2000 non aiuta la soluzione di questi problemi: la scarsa illuminazione, i nascondigli tra le baracchine e sotto le chiome degli alberi sono luoghi ideali per lo spaccio.

 

3) Poi ci sono i problemi legati all’architettura, all’abbellimento e alla valorizzazione delle strade, delle piazze e dei vicoli che compongono il quartiere. La situazione di piazza Garibaldi, ad esempio, è centrale: una piazza bellissima con vista sulla Fortezza Nuova, cosparsa di baracchine chiuse e abbandonate da anni, che diventano luogo di nascondiglio e degrado; un mercatino rionale non valorizzato, che oltretutto sta per essere eliminato dal Comune. Oppure le fognature che scoppiano quando piove, o i cassonetti maleodoranti. Questi problemi devono essere risolti dall’amministrazione comunale, attraverso una pressione costante dei cittadini, che organizzandosi possono dare vita a manifestazioni e incontri per obbligare il comune ad intervenire.

 

La situazione è complessa, perché alcune di questi problemi si legano all’inarrestabile fenomeno dell’immigrazione, ma ormai gli abitanti hanno imparato a non generalizzare, a diffidare di chi incrina la convivenza pacifica tra culture e abitudini diverse, ad accogliere tutti quegli immigrati che vivono nel quartiere lavorando, condividendo le consuetudini dei livornesi, portando rispetto, ma mantenendo le proprie tradizioni.

 

La nostra proposta

 

Come attivisti del Centro di Quartiere vogliamo iniziare ad affrontare alcuni di questi problemi con delle proposte concrete. Naturalmente c’è bisogno della vostra partecipazione diretta per prendere in mano la situazione mettendoci la faccia e l’impegno. Potrebbe essere creata una rete di persone che rimanga in contatto, si ritrovi periodicamente, e si mobiliti nel momento in cui ce ne sia bisogno.

 

Un gruppo di abitanti che, insieme a noi,  sappiano affrontare con maturità ma anche con decisione le cause che provocano problemi per il quartiere, e nello stesso tempo proponga e organizzi mobilitazioni per far pressione sul Comune affinché realizzi migliorie .

 

Nello stesso tempo vogliamo che questa rete di persone condivida insieme a noi alcuni principi fondamentali imprescindibili, secondo i quali muovere ogni azione. Non ci interessano le vendette personali, le generalizzazioni, le strumentalizzazioni. E non ci interessano neanche i partiti. Inevitabilmente la nostra storia ci impone di essere sicuri che chi aderirà a questa proposta, condivida questi principi e queste analisi:

 

- ripudiamo il razzismo, l’intolleranza e la discriminazione verso persone di qualunque cultura e nazionalità. L’antirazzismo, l’accoglienza, la conoscenza  reciproca sono principi fondanti del nostro pensiero e della storia di Livorno; la nostra azione quotidiana sarà sempre dettata da questi principi. Per essere chiari, ripudiamo ogni forma di controllo del territorio come quella delle ronde padane, perché si fondano esclusivamente sul razzismo, sulla discriminazione del “diverso”, e su una repressione a priori di tutti gli immigrati, i barboni, i diversi. Questa cultura impartita dal fascismo che si fonda esclusivamente sul dominio dei più forti e ricchi sulla popolazione più debole, non ci apparterrà mai e la combatteremo sempre.

- siamo consapevoli che alcuni problemi causati dalla povertà e dalla miseria sono irrisolvibili, non ci stupiamo o sorprendiamo. Possiamo però provare a migliorare la situazione.

 

Detto questo, invitiamo tutti quelli che sono interessati a muoversi, di modo che si possano cambiare realmente le cose oltre che lamentarsi, a presentarsi alle nostre assemblee aperte che si svolgono tutti i mercoledì dalle ore 18 alle ore 20, con l’obiettivo di costruire un percorso che arrivi ad una assemblea generale di quartiere nel mese di dicembre o gennaio. Parliamoci chiaramente, la Politica con la P maiuscola non ci ha aiutato, a volte arrivano dei signori che non conoscono niente di tutte queste dinamiche, ascoltano, annuiscono, promettono, chiedono voti e magicamente, come ci si allontana da qualsiasi scadenza elettorale, SPARISCONO! Bene, le uniche persone che ci sono sempre siamo tutti noi, noi che il quartiere lo viviamo ogni giorno, noi che sappiamo le dinamiche delle nostre strade e delle nostre piazze, e solamente attraverso noi residenti in prima persona, può avvenire il cambiamento. Queste sono le nostre proposte, speriamo che non cadano nel vuoto, perché chi non si muove in prima persona per risolvere le cose, chi non si autorganizza, poi deve portarsi la responsabilità di non aver fatto niente per cercare di migliorare le cose.


Vi aspettiamo ogni Mercoledì dalle ore 18 alle ore 20 presso la sede del Chico Malo di Piazza Garibaldi 24

 

 

 

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