dal Quartiere n° 30 - I problemi del quartiere : i negozi che chiudono PDF Stampa E-mail

 

I PROBLEMI DEL QUARTIERE: I NEGOZI CHE CHIUDONO

 

Altri negozi nel mese di dicembre hanno cessato l’attività. Il macellaio di Via Terrazzini, l’emporio “Gran Bazar”  di Via della Pina d’oro e il negozio di abbigliamento “Di tutto un pò” di Via Terrazzini. Abbiamo intervistato questi ultimi due per capire i motivi della crisi dei negozi.

Simonetta titolare del Gran Bazar :

“Una delle cause per cui chiudo sono le spese troppo alte di gestione legate a un aumento dell’affitto di circa 100 €, che sommate agli extra che ci sono ogni mese, diventano ingestibili. Inoltre c’è poco passaggio di persone e i clienti che si trasferiscono in un’altra zona non tornano a comprare da me perché ormai abitano lontano. I vigili urbani inoltre sono sempre a fare multe, ci sono grossi problemi di parcheggio e non essendo zona di passaggio è frequentata prevalentemente dai residenti. I turisti non ci sono, solo il sabato, ma vengono per andare a cena al Sottomarino. Altri negozi hanno chiuso negli anni, dal pescivendolo, alla formaggeria, e quello di frutta e verdura. Per me la crisi è iniziata quest’estate e a Settembre c’è stato il crollo delle vendite. All’inizio quando ho aperto non era così. Anche i centri commerciali a causa dei prezzi più bassi che fanno, hanno pesato sulla crisi del mio negozio e oggi resiste chi non ha un affitto da pagare e chi non ha preso prestiti per gestire l’attività. Io sono residente nel quartiere, in Piazza Garibaldi, accanto al Chico Malo e da residente dico che sarà desolante vedere i negozi chiusi e che i rioni, quelli veri, sono lasciati morire. Invece andrebbero fatti vivere con delle bancarelle, dei giochi per i bambini, trovare il modo di far girare la gente per il quartiere. Grossi problemi di convivenza e sicurezza non ci sono, sicuramente gli anziani li percepiscono maggiormente. Invece grazie anche alle campagne di terrore del Tirreno e all’assenza di una politica di riqualificazione della zona, si alimenta lo spopolamento. Anche piazza Garibaldi andrebbe riqualificata. Potrei anche chiedere la gestione di una baracchina, ma soltanto se ci fosse la sicurezza di un vero cambiamento, non che rimanga tutto così abbandonato a se stesso. Andrebbe creato un vero mercatino delle pulci,  che sarebbe un’attrazione anche per i turisti, ma dovrebbe essere aperto tutto il giorno e la piazza dovrebbe essere più illuminata e più pulita. Il 31 Dicembre chiudo l’attività e dovrò trovare un altro lavoro per pagare tutte le spese di gestione e di chiusura.”

Cinzia titolare del negozio Di tutto un po’ :

“I margini di guadagno sono diventati molto bassi, ho pochi clienti e poco smercio. Ho l’attività da 21 anni, inizialmente in fondo a Via Terrazzini, negli ultimi 10 anni siamo stati qui dove sono ora. Prima le strade del quartiere erano più vive, e anche se è sempre stato un quartiere popolare dove girano pochi soldi, oggi con la crisi il problema è più accentuato. In più gli abitanti brontolano per tutto, anche per le iniziative carine: ad esempio quando Don Medori per la festa di Sant’Andrea ha fatto il mercatino, la gente brontolava perché non poteva parcheggiare, e anche ora che ci sono le giostre in piazza della Repubblica, i residenti si lamentano per la confusione.  Per chiudere in regola mi toccherà prendere un prestito per pagare le cose in affitto e le varie spese di chiusura. Ho intenzione di aprire una nuova attività di pizza a taglio in centro perché credo che il settore alimentare sia l’unico che ancora tira. Non ho ancora gli anni per andare in pensione, quindi devo lavorare. Le prime mazzate le abbiamo avute con l’apertura di Tezenis, negozio di intimo che ha una immagine e un marchio, e poi il negozio di abbigliamento Oviesse. Tutto è però precipitato con l’apertura dell’Ipercoop e dei negozi di Porta a Terra. Credo che ci sia stata una chiara volontà di spostare tutto il commercio laggiù per favorire l’Ipercoop. Lo abbiamo visto da come agivano i vigili che facevano multe anche a chi si fermava poco tempo per venite ad acquistare nella zona. Fino al 2003 (apertura Ipercoop) c’erano tantissimi negozi nel quartiere e tutti lavoravano, c’erano molti fornai e macellai, il lavoro non mancava per nessuno. In seguito è stato necessario , per reggere la concorrenza, puntare sulla qualità delle merci. Non era possibile concorrere sui prezzi  e come piccoli commercianti non abbiamo avuto nessun aiuto o occhio di riguardo da parte del Comune. In via della Pina d’Oro sta chiudendo tutto, l’unico posto dove gira gente è nel mercatino di Piazza Garibaldi. Se lo levano per il commercio in questo quartiere sarà la fine. Magari lo riqualificassero invece di chiuderlo.”

 

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