Intervista a Emilio Valesini del 1974 PDF Stampa E-mail

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VALESINI EMILIO

Valesini Emilio, fu Enrico nato a Livorno il 15 Aprile 1903

Nel suo casellario giudiziario del Regime Fascista al n° 85848 si legge:

COMUNISTA - PERICOLOSO - SCHEDATO - DENUNZIATO AL TRIBUNALE SPECIALE (3 VOLTE)

Tornitore. Capo cellula al Cantiere Orlando. Fra i fondatori del PCd’I. Attivo nelle cellule livornesi si interessava in particolare del Soccorso Rosso, insieme a sua moglie Franca Niccolai. Nel 1931, il Tribunale Speciale Fascista lo condannò a due anni di reclusione e tre di libertà vigilata, rifiutandosi di associarsi alla domanda di grazia presentata dai familiari. Arrestato nuovamente nel 1935, si prende 7 anni per attività comunista ["Costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda" - Sentenza n. 32 del 26-5-1931 Pres. Saporiti - Rel. Buccafurri e Sentenza n. 21 del 5-3-1936 Pres. Bevilacqua - Rel. Buccafurri], liberato per l’amnistia (nascita del figlio maschio di Umberto di Savoia) nel 1937, nuovamente arrestato nel 1939 e condannato ad altri 3 anni. Fra gli Organizzatori delle Brigate Garibaldi in Toscana. Nel dopoguerra è stato attivo nelle organizzazioni di base del PCI e membro del massimo organismo dirigente della Federazione. Morto nel 1987.

 

 

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