Come nasce l'idea di un Centro di Quartiere PDF Stampa E-mail

 

 

UN PROGETTO CHE AFFONDA LE RADICI NEL 2006, PERIODO IN CUI IL QUARTIERE SANT'ANDREA COMINCIAVA A CAMBIARE RADICALMENTE E SI ANDAVA A SCONTRARE CON IL FENOMENO DELL'IMMIGRAZIONE. ABBIAMO CERCATO DI SEGUIRE I PASSAGGI DI TRASFORMAZIONE, CERCANDO DI INTERVENIRE OGNI QUALVOTA SAREBBERO POTUTI PREVALERE COMPORTAMENTI  RAZZISTI, E OGNI QUALVOLTA SI SAREBBE POTUTA INCRINARE IRRIMEDIBILMENTE LA PACIFICA CONVIVENZA TRA CULTURE, ABITUDINI E TRADIZIONI DIVERSE. ABBIAMO CERCATO DI TRASMETTERE IDEE DI ACCOGLIENZA, SOLIDARIETA' E CONOSCENZA RECIPROCA, PUR CONDANNANDO SEMPRE COMPORTAMENTI IRRISPETTOSI, DI DISTURBO DELLA QUIETE, LO SPACCIO.


TUTTAVIA I PROBLEMI CHE AFFLIGGONO IL QUARTIERE SONO ANCHE LA CHIUSURA DEI NEGOZI, LA PERDITA DI SPAZI SOCIALI IMPORTANTI, LE CASE FATISCENTI, LA COMPOSIZIONE SOCIALE POPOLARE CHE SI VA IMPOVERENDO E SCONTRANDO CON LA CRISI.


SPERIAMO DI AVER DATO UN CONTRIBUTO POSITIVO, LA GENTE CI CONOSCE E CI ASCOLTA.DALLA PICCOLISSIMA SEDE DI VIA DEI TERRAZZINI APERTA NEL 2007, SIAMO PASSATI ALLA SEDE PIU' GRANDE DI PIAZZA GARIBALDI NEL 2011. MA IL PESO DELL'AFFITTO DI E' FATTO INSOSTENIBILE  PER UNA REALTA' COMPLETAMENTE AUTOFINANZIATA COME LA NOSTRA.


INFATTI DALL'APRILE DEL 2012 CI SIAMO TRASFERITI IN VIA DEI MULINI 29 PRESSO L'EX CENTRO SOCIALE GODZILLA, LUOGO OCCUPATO DAL 2001. VIA DEI MULINI RIMANE FUORI DAL QUARTIERE SANT'ANDREA, MA CMQ ADIACENTE. IL LAVORO NEL QUARTIERE SANT'ANDREA CONTINUA, MA LA NOSTRA NUOVA POSIZIONE CI PERMETTE DI POTER INCOMINCIARE AD AMPLIARE LA NOSTRA AZIONE ANCHE NELLA ZONA PIAZZA XX SETTEMBRE, CHE PER MOLTI ASPETTI E' SIMILE ALLA ZONA DI SANT'ANDREA.


AVANTI CHICO MALO !

 

 


Come è nato il progetto del Centro di Quartiere "EL CHICO MALO"

 


Il Centro di Quartiere “El Chico Malo” è stato aperto nel 2007 da un gruppo di ragazzi e ragazze impegnati nell’attività sociale e politica della città, e aderenti al  Movimento Antagonista Livornese (movimento ad oggi sciolto). In realtà il progetto è stato pensato ed elaborato un anno prima dell’apertura del centro, e precisamente nel momento in cui la convivenza tra gli abitanti del quartiere stava vivendo momenti di tensione. A quel tempo ci fu un’assemblea in piazza dei Mille, promossa dal sindaco Alessandro Cosimi che non portò nessun risultato concreto, se non alcune promesse disattese, come ad esempio, quella di controllare gli affitti e i sub-affitti delle case.

 

 

Le nostre analisi sul quartiere che cambia


Noi partecipammo a quell’assemblea, ascoltammo attentamente tutti gli interventi ed elaborammo la nostra analisi. Siamo partiti da un problema oggettivo: il quartiere stava cambiando nella composizione sociale con l’arrivo di nuovi abitanti di culture, abitudini e lingue diverse. Andando a coabitare nello stesso quartiere creavano normalissimi problemi di convivenza che però, se non gestisti, potevano esplodere in qualcosa di spiacevole. Questi cambiamenti non erano gestiti da nessuna associazione o intermediatori culturali e tanto meno dal Comune. Nessun controllo, ad esempio, veniva fatto sul mercato immobiliare, che agendo in regime di libero mercato, stipava nel quartiere i nuovi arrivati creando sovraffollamento. Il tutto aggravato dalla crisi delle botteghe messe  a dura prova  dall’apertura del centro commerciale di Porta a Terra, il degrado dei palazzi e del sistema fognario, la trasformazione della vecchie botteghe artigiane in appartamenti e la mancanza di parcheggi. Da sempre impegnati in attività sociali e politiche nel territorio, sentivamo l’esigenza di intervenire cercando di gestire al meglio, e in base alle nostre modeste capacità, il cambiamento del quartiere attraverso una presenza stabile e continuativa.

 

I nostri obiettivi


Osservando ciò che era avvenuto in altre città dove l’immigrazione è arrivata circa dieci anni prima rispetto a noi, i nostri obiettivi erano ben chiari:

- il quartiere non doveva diventare un quartiere-ghetto per immigrati, come ad esempio è successo a Genova;

- le campagne deleterie della destra e dei giornali, che alimentavano sentimenti di razzismo e scontro, andavano fermate;

- la coabitazione tra diverse culture, abitudini e lingue, doveva essere tranquilla e si doveva trarne  gli aspetti positivi;

- dovevamo favorire la creazione di un tessuto sociale basato sulla solidarietà, sulla conoscenza e sul rispetto reciproco;

- dovevano favorire il nascere di una identità comune legata alla storia del quartiere, storia di antifascismo e antirazzismo.

 

La nostra attività e il nostro intervento

 

I corsi, le attività con i bambini, le feste estive, i dibattiti, i presidi, le locandine delle iniziative


Per prima cosa abbiamo iniziato con una serie di attività rivolte al tutto il quartiere. Corsi di fotografia, taglio e cucito, doposcuola per bambini. Abbiamo creato momenti di socialità in Piazza Garibaldi per far rivivere le strade e il quartiere in un momento dove c’era un gran bisogno di uscir fuori, superare la paura ingiustificata e conoscersi. E’ stato fondamentale contrastare risposte di destra e repressive come le “ronde”, abbassando il livello di scontro tra abitanti e ed è stato importante minimizzare le campagne di paura fatte dai media, che disegnavano il quartiere come il “Bronx”.

Abbiamo considerato i problemi di miseria, povertà e mancanza di lavoro  come problemi sociali e non di ordine pubblico, condannando, sempre e comunque  i comportamenti irrispettosi e intolleranti. Non abbiamo gradito le iniziative delle parrocchia di Sant’ Andrea che hanno dato agibilità a personaggi politici di destra che altro non chiedono che repressione, presenza di Polizia nel quartiere e non danno risposte concrete e durature. Oltretutto non abitano nemmeno nel quartiere e vengono a farsi campagna elettorale per poi sparire di nuovo e lasciare tutto come hanno trovato. Abbiamo criticato gli opuscoli fatti dalla parrocchia di Sant’Andrea che creavano un problema inesistente e alimentavano lo scontro e il razzismo.Non è stato facile agire in un contesto dove i giornali agivano con campagne di terrore “ad hoc” creando dei veri e propri casi anche per avvenimenti che accadevano anche in ogni altro quartiere della città. Per lunghi periodi i media hanno ignorato il nostro operato.

A oggi possiamo dire che la situazione nel quartiere è migliorata, non solo grazie a noi, ma grazie alla maturità degli abitanti e al rifiuto del razzismo. Attraverso le nostre analisi ci sentiamo di aver dato un contributo per poter valutare ogni situazione e dargli il giusto peso, e per poter superare e affrontare al meglio questo inarrestabile ed inevitabile cambiamento del quartiere, specchio dei nostri anni, in cui l’immigrazione è un fenomeno normale e scontato a livello mondiale.Abbiamo cercato di trarne gli aspetti positivi.

Il centro è totalmente autofinanziato tramite cene e contributi degli stessi fondatori. E’ autogestito ed ha aggregato molte persone esterne al movimento che fanno attivismo all’interno del centro stesso. L’attività che ha riscosso più successo è quella del doposcuola per bambini che si svolge il venerdì pomeriggio e alla quale aderiscono stabilmente dai 10 ai 15 bambini del quartiere e dintorni. Le tombolate e le cene estive in piazza Garibaldi hanno visto la partecipazione di molte persone favorendo la conoscenza e il rispetto tra abitanti.

E nel 2009 è nato “Il Quartiere”.

 

 

 

 

 

 

“Il Quartiere”


Dopo le attività del centro e le iniziative di piazza, ci siamo dotati di un mezzo comunicativo, il giornalino di quartiere, per esporre chiaramente le nostre analisi, dare voce ai negozianti tramite le interviste, far intervenire gli abitanti con la pubblicazione delle lettere, e parlare della storia antifascista di Livorno e del quartiere stesso. Ma anche di argomenti di interesse generale.

Il foglio in formato A3, inserto del mensile Senza Soste, viene distribuito capillarmente nel quartiere in tutte le casssette della posta. Nato come un mensile, da alcuni mese è diventato bimestrale.

 

 

La piccola sede di Via Terrazzini (2007-2011)

 

 

La sede di Piazza Garibaldi (2011-2012)

 


L'ultima sede di Via dei Mulini (da aprile 2012)

 

Prossimi Eventi

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