dal Quartiere n° 9 - Un po’ di storia di Livorno - I livornesi nella guerra di Spagna PDF Stampa E-mail

 

Gli italiani che andarono a combattere in Spagna per la democrazia e contro il fascismo furono circa 4000. Da Livorno partirono in 50. Altri numerosi gruppi di livornesi partirono per la Spagna ma non riuscirono ad arrivare perché bloccati e arrestati dalla polizia fascista appena fuori dalle acque del Calambrone. In questo articolo ne ricordiamo brevemente tre, tutti abitanti del Pontino, per tenerne viva la memoria ed onorare il loro ricordo. Eppure questi  eroi partigiani che hanno contribuito alla liberazione dall’Italia dal nazi-fascismo e alla creazione della Repubblica democratica, in quegli anni erano considerati, dalle Questure, sovversivi, terroristi, violenti, e quindi personaggi pericolosi. Ne diamo una breve descrizione tratta dagli atti del convegno “Ricordare la guerra di Spagna” organizzato dalla Provincia di Livorno in collaborazione con l’ANPPIA, e subito dopo le loro descrizioni nelle schedature della Questura, tratte dal libro “Livorno nel XX secolo” di Ivan Tognarini.

 

Barontini Ilio: Perito industriale, comunista.Candidato alle elezioni politiche del 1919 e poi tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, subisce vari arresti e processi tra il 1922 e 1928. Nel 1931 espatria clandestinamente. Arriva in Spagna proveniente dalla Francia.Commissario politico del Battaglione Garibaldi, lo comanda durante la battaglia di Guadalajara. In seguito, uscito dalla Spagna, è comandante delle Resistenza in Abissinia, in Francia e in fine dal 1943 in Italia. E’ membro del comitato delle Brigate Garibaldine dell’Italia del nord . Nel dopoguerra è deputato.

 

Corsi Lanciotto: Livornese, facchino, anarchico. Ritenuto tenace e pericoloso avversario del fascismo fin da giovane , nel 1927 è condannato a 4 anni di confino. Liberato condizionalmente l’anno dopo, nel 1931 espatria clandestinamente.Nel 1936 è in Spagna, e si arruola nella Colonna Italia. Passato nel 1938 in Francia, è rimpatriato nel 1940, sconta due anni di carcere per l’espatrio clandestino e poi confinato a Ventotene.

 

Gasparri Menotti: Livornese, vetraio, comunista. Conosciuto nella sua città natale per la sua attività politica. E’ arrestato per la prima volta nel 1926 e poi l’anno successivo è condannato ad un anno di carcere per diffusione di stampa comunista. Nuovamente denunciato in seguito nel 1933 emigra in Francia. Arriva in Spagna tra i primi volontari delle Brigate Internazionali nell’ottobre del 1936 e si arruola nel Battaglione Garibaldi. Combatte a Cerro de Los Angeles e poi a Casa de Campo, dove cade il 21 novembre del 1936.

 

DI SEGUITO LE LORO DESCRIZIONI NELLE SCHEDATURE DELLA QUESTURA :

 

Barontini Ilio di Turiddo e di Marrucci Emilia, nato a Cecina il 28/ 09/1890, abbozzatore di pipe. Livorno - Via Solferino n° 5 piano 3° Statura m. 1,73 -snello-colorito bruno-capelli castani–viso lungo–fronte piccola-occhi castani-naso acquilino–barba e baffi rasi–bocca piccola-collo lungo–spalle piccole–veste decentemente. Gode prestigio nella massa sovversiva perché buon propagandista, organizzatore e agitatore.Collaboratore del giornale “La parola del socialista” e prese parte a tutte le manifestazioni sovversive. Si vuole anche che fosse in relazione con i fuoriusciti. E’ comunista schedato ed è comprese nell’elenco n° 3 delle persone da arrestare in determinate contingenze. Emigrato clandestinamente per Marsiglia.

 

Corsi Lanciotto di Giuseppe e di Fantozzi Elettra.Livorno 06/02/1883 Via Garibaldi n° 138 piano 5° ---Marsiglia – Resturant Gino – Via Artene n°288 Emigrò clandestinamente nel 1928. E’ ritenuto capace di commettere e organizzare attentati terroristici. E’ di carattere violento ed è ritenuto capace di organizzare il  Partito Comunista.

 

Gasparri Menotti fu Flaminio e di Francesca Franceschi. Livorno 20/12/1907 Via S. Stefano n° 14 piano 1°--- Marsiglia (Francia) Emigrò per l’estero clandestinamente nel 1929. E’ ritenuto capace di commettere atti terroristici in caso di perturbamento dell’ordine pubblico. E’ di carattere violento, sovversivo irriducibile e esegue scrupolosamente gli ordine che gli vengono impartiti dai dirigenti del Partito Comunista.

 

 

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