dal Quartiere n° 34 - L'incubo del nuovo megainceneritore PDF Stampa E-mail

 

Il 7 Maggio 2012 è balzata alle cronache la notizia che la Giunta Comunale ha dato il via libera al megainceneritore, da localizzare nel porto nell’area della Centrale ENEL o nella zona di Vallin Buio, alle immediate spalle dei quartieri nord della città. Eppure nel silenzio generale, dalle istituzioni ai media, il Consiglio Comunale di Livorno ha votato e approvato la delibera Rifiuti Zero: delibera n° 96 del 7 Giugno 2010. Questo significa un impegno del Comune ad incentivare il riciclaggio, il riuso e la raccolta differenziata riducendo al minimo i rifiuti destinati all’incenerimento.

 

Inoltre la direttiva della Comunità Europea ci impone il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro quest’anno (Livorno è intorno al 40%): agire in deroga significherà per i cittadini dei territori dell’Ato Costa (province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara) pagare 20-25 euro per ogni tonnellata di sforamento. Stimando 500 mila tonnellate di rifiuti l’anno su cui pagare queste penali, di qui al 2020, le sanzioni potrebbero ammontare fino a 100 milioni di euro: altro che riduzione della TIA! Le linee guida del piano rifiuti dell’ATO Costa ipotizzano una crescita dell’8% della produzione totale di rifiuti 2015-2019 e uno sviluppo della raccolta differenziata solo fino al 55% in ciascuna provincia. Bisognerebbe prendere l’esempio del Comune di Capannori che dal 2007 ha iniziato la strada dei “Rifiuti Zero” e oggi arriva a una raccolta differenziata dell’ 82% anche grazie al porta a porta, all’incentivo dell’uso di detersivi alla spina, del latte alla spina, all’eliminazione degli imballaggi e dei materiali di plastica dalle mense e così via.

 

Dal nuovo inceneritore ci guadagnerà l’AAMPS che forse risolverà i decennali problemi finanziari con gli introiti che le perverranno dagli altri comuni per bruciare i loro rifiuti, ma l’inquinamento resterà tutto ai livornesi. In aria, nonostante i filtri applicati alle ciminiere, saranno rilasciati i vapori della combustione con conseguente incremento di nanoparticelle non intercettabili da nessuna apparecchiatura, ossidi di azoto, anidride solforosa, furani e diossine, sostanze queste ultime estremamente tossiche e difficilmente biodegradabili. Quindi, conseguente aumento del già alto livello di tumori, Parkinson, Alzheimer, infarti e ictus.

 

Ma il megainceneritore risolverà una volta per tutte il problema dei rifiuti? Ovviamente no. Dalla combustione dei rifiuti si ottengono comunque residui solidi pari al 30% dei materiali introdotti, da smaltire in  apposita discarica. Occorrerà una notevole quantità di acqua per il raffreddamento delle sostanze bruciate, che poi non sappiamo con quale modalità sarà immessa di nuovo nell’ambiente. Ci sarà l’aumento dei consumi energetici dovuto ai bruciatori, con un ritorno di minimi introiti per l’energia prodotta dal processo, anche se ben pagata grazie alle sovvenzioni. In tutta Italia la popolazione si sta opponendo ai pericolosi inceneritori: a fine agosto è stato chiuso l’inceneritore di Vercelli, chiuso quello di Reggio Emilia, sotto sequestro quello di Parma, fermi quelli di Roma e di Brescia. Molte sono le indagini della magistratura per fare chiarezza sugli appalti. Spesso la costruzione di tali ecomostri con soldi pubblici, mette a rischio la trasparenza e le gare d’appalto sono spesso truccate. A questo punto solo i cittadini possono, con un ampio movimento di massa, portare Comune e Provincia a rivedere le proprie scelte.

 

E’ stato costituito in questi giorni un comitato contro il megainceneritore e ovviamente, se ogni livornese ha a cuore la propria salute e quella dei suoi cari, sa qual è la strada da intraprendere.

 

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