dal Quartiere n° 34 - Un po' di storia di Livorno : Livornesi sovversivi nel ventennio fascista PDF Stampa E-mail

 

 

Rendiamo finalmente pubblica sul sito www.chicomalo.org una importante raccolta di interviste audio, realizzate dalla compagna Iolanda Catanorchi, che tra il 1974 e il 1976,  dotata di un registratore a cassetta, decise di raccogliere preziose testimonianze sulla vita di alcuni comunisti livornesi che nel ventennio fascista lottarono duramente per raggiungere la libertà. Senza il suo prezioso lavoro, la storia sovversiva di questi comunisti Livornesi, spesso anonimi,  sarebbe andata persa, perché poco è stato mai scritto su di loro. La loro esperienza diventata scomoda a causa della nuova linea assunta dal PCI nel dopoguerra, sarebbe rimasta sconosciuta se Iolanda non avesse trovato il modo di raccontarla, e il lavoro assume più importanza perché a raccontarla sono i diretti interessati, con le loro voci e i lori ricordi.

 

E noi siamo rimasti rapiti da quello che raccontano questi coraggiosi livornesi, arrestati, perseguitati, esiliati, costretti a vivere in clandestinità, senza lavoro, per non essersi orgogliosamente allineati alle atrocità del fascismo rischiando la vita, perché la cosa più importante per loro era riconquistare la libertà, abbattere il fascismo e costruire una società comunista. Quanti di voi hanno sentito parlare di Chiesa Mazzini, Armando Gigli, Valesini Emilio, Giacomelli Dionisio, Paperi Ilio e Allegri Eletto ? Da oggi potrete sapere chi sono e quello che hanno passato nel ventennio fascista. Chi ha combattuto nella Guerra di Spagna e ha avuto un fratello fucilato da un plotone di esecuzione nazi-fascista come Mazzini Chiesa;  chi si è unito alla Brigata Garibaldi come Allegri Eletto e Valesini Emilio;  chi ha animato gli Arditi del Popolo di Livorno come Paperi Ilio; chi ha avuto padre e zio trucidati dai fascisti sulla soglia della loro casa come Armando Gigli; chi partecipò al Soccorso Rosso e al lavoro di collegamento per tenere attiva la struttura clandestina del Partito Comunista d’Italia  come Valesini Emilio; chi fu membro del CLN come Giacomelli Dionisio.

 

Gli intervistati aderirono tutti al Partito Comunista d’Italia nel 1921 a Livorno e pagarono  tutti  con la  persecuzione, con  la galera, e l’esilio la  loro  scelta  di comunismo e libertà.  Il lavoro di pulizia delle cassette, sistemazione dell’audio e il trasferimento in digitale, risale al 2007, quando il collettivo “Lavori in Corso” che si occupava di tramandare la memoria storica,  entrò in possesso di questo prezioso materiale affidatoci da Iolanda che ci chiese aiuto per  renderlo pubblico. Pubblicato sul sito del collettivo ad oggi non più attivo, viene ripubblicato dal Chico Malo corredato da un’introduzione dell’autrice, le biografie e le foto degli intervistati.

 

Le biografie:


CHIESA MAZZINI

Di origine anarchica, fra i fondatori del Pcd’I nel 1921. Nonostante la direttiva contraria dell’allora segretario nazionale Bordiga, fu uno degli animatori degli Arditi del Popolo. Sul finire degli anni ’20, per sfuggire all’arresto, emigrò negli Stati Uniti e in Francia. Fu tra i primi ad accorrere nelle Brigate Internazionali, a difesa della Repubblica Spagnola assieme al fratello Oberdan, fucilato dai fascisti sulla spiaggia di Rosignano poco prima della Liberazione. Nel 1939 si rifugiò in Unione Sovietica. Tornato in Italia, partecipò alla Resistenza nelle Brigate Garibaldi. Poco incline alla disciplina di partito, è comunque rimasto nel PCI fino alla morte.

 

GIGLI ARMANDO

Parrucchiere. Fra i fondatori del Pcd’I e primo segretario della federazione giovanile comunista di Livorno. Figlio di Pietro, che con il fratello Pilade fu ucciso dai fascisti sulla soglia della loro casa, nel 1922. Emigrato in Francia, svolse per molti anni la funzione di corriere per portare direttive e messaggi ai compagni che si trovavano in clandestinità in Italia. Durante una di queste missioni viene arrestato e condannato dal Tribunale speciale Fascista nel 1936 a 12 anni di carcere. Uscito nel 1943 nell’immediato dopoguerra fu per pochi mesi segretario provinciale della camera del lavoro di Livorno. Trasferitosi a Roma, è stato per lunghi anni, insegnante alla scuole Centrale Quadri del PCI, del quale è stato un dirigente di primo piano fino alla morte.

 

VALESINI EMILIO

Tornitore. Fra i fondatori del PCd’I. Attivo nelle cellule livornesi si interessava in particolare del Soccorso Rosso, insieme a sua moglie Franca Niccolai. Nel 1931, il Tribunale Speciale Fascista lo condannò a due anni di reclusione, nel 1936 a 7 anni. Appena uscito a causa dell’amnistia venne di nuovo arrestato e condannato per la terza volta ad altri 3 anni. Fra gli Organizzatori delle Brigate Garibaldi in Toscana. Nel dopoguerra è stato attivo nelle organizzazioni di base del PCI e membro del massimo organismo dirigente della Federazione..

 

GIACOMELLI DIONISIO

Commesso. Attivo nelle cellule comuniste di Livorno, iscrittosi al PCd’I alcuni mesi dopo la fondazione . Condannato dal tribunale speciale a tre anni di carcere nel 1936. Membro del CLN livornese, nel dopoguerra è stato per alcuni anni Segretario della Sezione Centro del PCI e membro del comitato federale. 

 

PAPERI ILIO

Impiegato. Fra i fondatori del PCd’I. Prende parte attiva degli Arditi del Popolo di Livorno. Dopo un processo del Tribunale Speciale nel 1928 che lo assolse per mancanza di prove, emigrò in Francia . Tornato in Italia dopo l’8 settembre, partecipò alla Liberazione di Livorno nella Brigata Garibaldi. Nel dopoguerra fu dirigente della camera del lavoro e membro dei massimi organismi dirigenti della Federazione del PCI.

 

ALLEGRI ELETTO

Falegname. Fra i fondatori del PCd’I. Arrestato nel 1936 fu condannato a 5 anni di carcere.Liberato per amnistia nel 1937 venne nuovamente arrestato nel 1939 e condannato a 5 anni di reclusione. Uscito dopo l’8 settembre partecipò alla guerra di Liberazione nelle Brigate Garibaldi. Iscritto al Pci fino alla morte.


 

 

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