dal Quartiere n° 34 - Curva nord e solidarietà : Palestina Libera! PDF Stampa E-mail

 

Curva nord         Livorno - Maccabi Haifa 25/11/2006

 

Sono passati  6 anni da quel lontano 25 novembre 2006 quando il Livorno si preparava ad affrontare in coppa UEFA la squadra israeliana Maccabi Haifa. Vi ricorderete di Vittorio Arrigoni, reporter e scrittore pacifista,  membro attivo della Freedom Flottilla portatrice di solidarietà e aiuti umanitari al popolo palestinese che venne rapito e ucciso il 15 aprile 2011 da un gruppo Jihadista Salafita. In quell’occasione Vittorio scrisse un'appello ai tifosi del Livorno, raccomandandosi di riservare una "calda accoglienza non violenta" ai tifosi del Maccabi esponendo quante più bandiere palestinesi possibili, sapendo quanto la curva fosse sensibile alla causa palestinese soprattutto in quei giorni di continui massacri. La curva rispose al di sopra di ogni aspettativa esponendo un bandierone palestinese lungo 30 metri, e decine di altre bandiere più piccole ed uno striscione in campo con su scritto "Palestina libera".

 

A distanza di 6 anni niente è cambiato in Palestina, anzi il genocidio continua impunito. L 'esercito israeliano continua a bombardare la striscia di Gaza, brandello di terra grande 360 chilometri quadrati sulla costa dove è relegato il popolo palestinese, delimitato da un muro che demarca la frontiera con Israele, uccidendo ogni giorno civili inermi con un altissimo numero di bambini. Anche quest’anno la curva ha voluto dimostrare la sua solidarietà alla causa palestinese con un altro striscione "Gaza resiste" continuando ad affermare quegli ideali comuni di pace e fratellanza fra popoli che erano così cari Vittorio, ricordando il suo appello di combattere la causa di ogni popolo oppresso da governi capitalisti e regimi imperialisti.

 


Cari  tifosi,


il 29 di questo mese sarete impegnati in una importante gara di coppa Uefa contro il Maccabi, squadra israeliana di Haifa.

Ora sono ben note le atrocità e i crimini contro l'umanità compiuti quotidianamente dall'esercito israeliano in Palestina.
Non ultima la strage di Beit Hanun, 18 palestinesi sono morti, 7 bambini e 4 donne, oltre 40 persone sono rimaste ferite. Tutti civili.

Lo scopo di questo mio appello è quello di chiedervi di riserbare una simbolica accoglienza ai supporters israeliani,(ovviamente non violenta) in pratica di esporre quante più bandiere palestinesi è possibile, per mostrare loro che c'è una società civile in Italia come in Europa, che non soprassiede sui crimini computi ogni giorno dal loro governo e dal loro esercito.

Qui non si tratta di politicizzare un evento sportivo, ma bensì proprio di elevare quegli ideali di pace e fratellanza che per lo sport sono principi.
E' bene ricordare che la semplice esposizione di un vessillo palestinese, in Israele è reato punito con la prigione.

Ed è riprovevole ricordare che anche qui nella nostra civilissima Italia, qualche anno fa quando il Milan incontrò una squadra di Tel Aviv, fu deciso per adottare lo stesso divieto, per far sì che simboli palestinesi non "turbassero" i tifosi avversari in trasferta si disse.

Forza Livorno allora, ci aspettiamo una curva sventolante kefie e bandiere coi colori palestinesi, certi della vostra sensibilità per la causa della Palestina, che poi altro non è che la causa di chi ha cuore per i diritti di ogni popolo oppresso.


In rinnovata fede e tifo, Vittorio

 

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