dal Quartiere n° 11 - Chiacchierata sul quartiere- Intervista al negozio “Di tutto un pò” di via dei Terrazzini n. 1 PDF Stampa E-mail

 

 

Questa volta siamo andati a intervistare Cinzia, che,insieme alla sorella, gestisce l’attività.

Che cosa possiamo trovare da “Di tutto un pò?”

Vendiamo biancheria intima per uomo, donna e bambino e anche abbigliamento per bambini.

Da quanti anni siete aperti?

Siamo qui da vent’anni: nella zona tutti ci conoscono come “le bimbe”… Fino a circa dieci anni fa il negozio era in via Terrazzini, poi ci siamo spostati in Piazza dei Mille.

Quindi conosci molto bene questo quartiere…

Direi di sì. Prima abitavo in Via Pellegrini. Ho cominciato da zero, quando abbiamo cominciato nel quartiere non c’erano negozi di questo tipo.

Come vanno gli affari per i piccoli negozianti come voi?

Una decina di anni fa c’era più lavoro, le cose andavano meglio. Erano i tempi del “Prezzaccio”, che poi ha chiuso. Da quando hanno aperto gli ipermercati è cominciata la crisi per i negozi di quartiere.

Visto che lo conosci bene, puoi raccontarci com’è cambiato il quartiere nel corso degli anni? Prima c’erano più negozi?

Senti, in realtà il numero di attività più o meno è lo stesso, ma prima si vendeva molto di più, perché questa zona era un punto di riferimento: veniva gente da tutta Livorno. Era una bella piazza, c’era di tutto: fornai, norcinerie, alimentari ecc. Era rinomata, ed era conosciuta come “Le Quattro Fonti”. Poi, poco a poco, c’è stato un ricambio negli abitanti, ma soprattutto nel corso degli anni è cambiato in peggio lo spirito dei negozianti. I commercianti più giovani dovrebbero avere più entusiasmo!  Noi ad esempio stiamo sempre aperti, mattina e sera, sei giorni su sette. Tanti invece si fanno scoraggiare da un periodo nero, si demoralizzano e riducono l’orario di apertura. E’ un cane che si morde la coda. Se la piazza muore è colpa in primo luogo della gente che ha sempre vissuto e lavorato qui: la questione degli extracomunitari è secondaria, semmai è una conseguenza indiretta della mancanza di spirito d’iniziativa della gente del quartiere. E’ vero, gli abitanti ormai oggi sono cambiati: ci sono persone straniere che hanno altre abitudini, spendono poco e si servono in altri posti. Dal punto di vista economico ne risentiamo, ma se i negozi stanno chiusi, è logico che prenda piede l’abbandono e quindi poi il degrado. Stare chiusi non è una soluzione! E’ peggio!

Sì, effettivamente la zona di Sant’Andrea ha passato negli ultimi tempi un periodo difficile. Noti dei cambiamenti?

Ultimamente ci sono stati un pò di miglioramenti, perché si trasferiscono qui coppie giovani che riportano un pò di vita. Forse le cose stanno cambiando.

Secondo te, chi è il vero responsabile dell’immagine negativa del quartiere?

Secondo me Il Tirreno c’ha rovinato. Hanno parlato decine e decine di volte di “Bronx” e di chissà quali pericoli, ma a me sembra che qui in Piazza dei Mille non succeda mai nulla! Forse di notte, ogni tanto, ma di giorno non succede mai nulla. Io sto tutto il giorno aperta, e in vita mia non ho mai visto un coltello. Questa grande confusione di cui parla il Tirreno secondo me non c’è. Ad esempio, quando ci fu l’episodio dell’accoltellamento durante il carnevale, in realtà nessuno si era accorto di nulla. E’stata un’esagerazione.

Quindi la cosiddetta “emergenza sicurezza” della stampa invece di aiutare ha avuto un effetto boomerang?

Sì, credo di sì. A volte noi abbiamo subito qualche furtarello, ma gli autori sono più che altro tossici “nostrani”... Penso che il Tirreno scriva così anche perché c’è qualcuno qui nella zona che chiama continuamente anche senza motivo.

A volte ho pensato di andare via, di trasferire l’attività, però poi le cose non vanno poi così male e decido di restare. Sono convinta che la miseria sia un problema generale, che non dipenda da questo o quel quartiere. Spostarsi non cambierebbe le cose.

Cosa ne pensi dei nuovi e costosi impianti di videosorveglianza del Comune?

Le telecamere di videosorveglianza non mi sembrano molto utili. Possono servire al limite da deterrente per certi comportamenti, ma solo fino a un certo punto e solo all’inizio. So  che per installarle hanno bloccato la strada per diversi giorni, con conseguenze negative sulla nostra attività.

Parliamo di qualche problema vero del quartiere…

I vigili ci torturano, facendo multe a ripetizione. Questo è il primo problema del quartiere, è la prima causa della crisi del commercio. Ci vorrebbero parcheggi, ma gratuiti! Se sono a pagamento la gente non si fermerà mai! I soldi in tasca sono pochi, e tutti cercano di limitare le spese. A volte penso che facciano apposta tutte queste multe per ammazzare il piccolo commercio e spingere la gente ad andare a Porta a Terra.

Cosa potrebbe fare l’amministrazione per migliorare davvero le cose?

Un’idea potrebbe essere un mercatino settimanale qui in Piazza dei Mille. Il quartiere sarebbe più vivo, più florido e quindi più sicuro. Dovrebbero fare qualcosa di simile a quello che fanno alla Guglia. Molti negozi hanno chiuso o stanno chiudendo. Il Comune dovrebbe stare attento alla destinazione futura dei fondi che chiudono.  Un giusto equilibrio tra attività gestite da stranieri e italiani sarebbe una cosa che gioverebbe a tutti. Non può essere lasciato tutto a caso, in balia del mercato: se si fa così gli immobili si svalutano e si rischia la “ghettizzazione”. La politica del Comune su questo quartiere e su Shangai è sbagliata. La concentrazione in zone ristrette, di fasce sociali a rischio, è un modo irresponsabile di gestire le cose. Anche gli stranieri ci rimettono a vivere concentrati in zone ristrette. E’ molto meglio distribuire la popolazione immigrata in tutta la città in modo omogeneo. Si eviterebbero anche i problemi legati a certe scuole dove la percentuale di bambini che parlano male l’italiano è troppo alta, con conseguenze spiacevoli per tutti. Inoltre Cosimi continua a pensare che la grande distribuzione sia un progresso e una fonte di benessere. In tutto il mondo invece già da anni si sta capendo che tornare al piccolo commercio locale è molto meglio, perché si riporta la vita nei quartieri. Con queste politiche si crea una guerra tra poveri, nascono inevitabilmente dei conflitti. Ma la causa di questo viene sempre dall’alto, dalle istituzioni, non è da cercare nella gente.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio dire alle mie clienti, che si lamentano sempre del freddo che c’è nel mio negozio, che dal prossimo anno metterò la porta! Ahahahah….

 

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