dal Quartiere n° 16 - Chiacchierata sul quartiere- Intervista al "Gran Bazar" di via della Pina d’Oro n. 16 PDF Stampa E-mail

 

 

Ciao Simonetta, da quanto tempo hai aperto? Cosa vendi?

Ho aperto da un paio di mesi, ma la zona la conosco bene visto che abito in Piazza Garibaldi da circa 23 anni. Questo è un “gran bazar”, vendo detersivi, articoli da regalo, ciabattine, e abbiamo anche una nuova linea di prodotti per l'igiene personale di ottima qualità. Poi quando arriviamo sotto Natale vendiamo anche le palline, gli alberelli i fili colorati…

Come mai hai deciso di aprire in questa zona?

Mi è capitata l'occasione di trovare questo fondo e l'ho colta al volo, un pò perchè mi torna comodo essere ''uscio e bottega'' e poi perchè visto che abito qua da molto tempo e le persone mi conoscono è stato più facile avviare l'attività, anche se come zona commerciale non è un granchè, perchè le botteghe non sono valorizzate.

Come mai secondo te queste piccole attività non hanno spazio?

La causa principale per me sono le tasse e i balzelli che vengono messe su ogni cosa; ad esempio ora è venuta fuori una nuova imposta sull'insegna che mi costringerà probabilmente a toglierla, così come la tenda e la vetrina che avevo e che ho dovuto eliminare perchè non posso dare tutto il mio ricavato allo Stato che già si prende una buona fetta. Poi siamo pieni di guardia di finanza che trova sempre qualcosa che non và, insomma non è facile lavorare oggi.

Che ruolo ha la ''bottega'' di quartiere?

Bè alla gente piace parlare, piace venire e raccontare qualcosa su di sé, questi sono negozi di quartiere che fanno il quartiere, perchè ad esempio la cassiera dell'Ipercoop non la conosci mica: paghi e te ne vieni via, qui invece si crea un rapporto come dire...di amicizia, sempre con rispetto, ma di amicizia.

I media hanno parlato e parlano spesso male di questo quartiere: vista la tua esperienza di abitante, trova dei raffronti con la realtà che vede?

Problemi in questo quartiere ci sono stati e lo sappiamo tutti, ultimamente mi sembra un pò migliorato, ma purtroppo i media ingigantiscono il problema danneggiando il rione. Ad esempio ultimamente si sono presi a botte due in piazza Roma per un problema di parcheggio e nella foto c'era Piazza della Repubblica (n.d.a. come pochi giorni fa per una lite in via della Posta e c’era la foto di Via Terrazzini).... Quindi i giornali  tante cose che potevano mettere le  hanno evitate e tante cose che potevano evitare invece le hanno messe. Ma i problemi sono in tutti i quartieri: alla Leccia, in Banditella e sul viale Italia, ma però qui ormai abbiamo un pò di nomea.

Pensi che sia una cosa strumentale?

Sì, forse sì, qualcuno magari ci voleva marciare e lo ha fatto, volontariamente o involontariamente, ma lo ha fatto. Tutto ciò non ha fatto altro che alimentare certi sentimenti, ogni volta che qualcuno apriva il Tirreno trovava sempre qualcosa di brutto in via Terrazzini o in piazza dei Mille.

Sembra quasi che abbiano fatto un'operazione di “ghettizzazione” giornalistica...

Certo, la zona è stata vittima di questa immagine ghettizzante, come è successo anche alle scuole Benci, dove la presenza di bambini stranieri viene dipinta come un problema...  Mia figlia va alle Benci, e vi assicuro che lì dentro ci sono delle maestre stupende, dei volontari stupendi: è una scuola come tutte le altre, anzi, i bimbi sono seguiti benissimo. Sì, forse è un pochino fatiscente, ma non è certo colpa loro se nessuno dà i contributi alla scuola. La scuola ha molti bambini stranieri, ma non per questo non vanno avanti o succede qualcosa di diverso che nelle altre scuole, anzi, vengono educati tutti insieme nel migliore dei modi. In generale, purtroppo il ''cattivo'' c'è da tutte le parti, in tutto il mondo, anche fra di noi io ho visto anche molti livornesi venire qui a fare cose molto brutte.

Forse molto dipende dalla situazione sociale…

Eh, sì. Un pò grazie a un’informazione diversa, un pò con le feste, sia le vostre che quelle della parrocchia, spero che  si riesca a riunire l’italiano e lo straniero per poter vivere e lavorare in pace, tutti insieme. Ci sono stati dei periodi in cui c’era un pò di timore, ma c’erano di mezzo anche parecchi livornesi, non solo stranieri! Ci vuole solo più convivenza civile tra tutti, senza fare distinzioni. Io ad esempio proprio ora sto dando una mano a una persona di un altro paese per un problema burocratico. L’importante è il rispetto reciproco.

E’ anche vero che è molto difficile la vita per uno straniero in Italia: la legge sull’immigrazione crea moltissimi problemi a queste persone… da questo punto di vista non aiuta, anzi, scoraggia l’integrazione.

La legge non aiuta per niente. Inoltre porta l’italiano a essere diffidente nei confronti dello straniero.  Questo perchè secondo me dall’alto c’è l’interesse a creare una “guerra tra poveri” su questioni come la casa e il lavoro, e questo scontro è voluto! Sembra che ci sia una volontà dall’alto di mettere le persone una contro l’altra.

Tornando al nostro rione, come vivi il quartiere? Cosa ne pensi?

Con il negozio mi sento più coinvolta: se ci fossero iniziative la sera  ci piacerebbe prolungare l’apertura. Devo essere onesta: mi sembra che le cose nella zona vadano meglio: c’è più tranquillità. Può migliorare ancora, ma solo con l’aiuto di tutti.

Conosci il nostro Centro di Quartiere, “El Chico Malo”?

Sì, conosco il vostro centro, le attività che fate, le iniziative in Piazza Garibaldi. E poi quando arriva il giornalino lo leggo molto volentieri, l’ultima volta c’era l’intervista a Cinzia e Monica! Aiutate a far incontrare le persone, straniere e non, e poi ci vogliono organizzazioni che creano socialità nelle piazze, anche insieme ai negozianti.

Ci hai parlato anche delle iniziative di Don Medori…

Si, anche lui ha fatto un paio di feste qui in Piazza dei Mille, col palco e i giocolieri. I negozianti hanno dato una mano: il norcino offriva la mortadella, il fornaio il pane.

Noi siamo qui dal 2006, e abbiamo vissuto il periodo  più “caldo”, anche dal punto di vista  mediatico. All’inizio vedemmo da parte della parrocchia, un appoggio alla logica sbagliata della “criminalizzazione” del quartiere. Perché?

Sì, mi sono stupita anch’io all’inizio, anche perchè Don Medori lo conosco da anni come uno che aiuta le persone.  I primi tempi faceva un pò il gufo e ci sembrava strano! Poi ultimamente ha cambiato comportamento: o si è ridimensionato da sè, o qualcuno gli ha fatto capire che forse non era il caso di continuare così. L’importante è che si sia ridimensionato! Bisogna convivere tutti insieme.

Hai saputo della faccenda del parco buttato giù in via Pellegrini? Tanta gente è rimasta indignata…

Sì, hanno fatto tabula rasa. I problemi di parcheggio ce l’abbiamo tutti, però se cominci a togliere gli spazi aperti e verdi… è come Piazza Garibaldi, non si può riempire di macchine. E’ anche vero però che nella piazza ci vorrebbe più luce, un recinto per i cani,  sennò come fanno i bimbi a giocare nel prato? Quella piazza l’hanno abbandonata.

 

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