dal Quartiere n° 3 - Maggio 1974 bombe a Brescia: le stragi di Stato non hanno mai colpevoli PDF Stampa E-mail

 

Martedì 28 Maggio 1974 a Brescia, nella centrale Piazza della Loggia, è in corso una manifestazione indetta dai sindacati e dal Comitato Permanente Antifascista, per protestare contro i continui episodi di violenza da parte di gruppi della destra eversiva. La manifestazione inizia alle 10 in punto, ma dopo soli 12 minuti un boato scuote la piazza. Si conteranno 8 morti e 94 feriti per quella bomba posata all’interno di un cestino sotto i portici. Le immagini e l’audio di quella tragedia riecheggiano ancora oggi nella nostra memoria, quel ripetere “STATE CALMI” mette ancora oggi i brividi.

 

Nei vari procedimenti giudiziari si fa costantemente largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda. Una lunga serie di inquietanti circostanze gettano oscure ombre sui mandanti di questa strage: basti pensare in primo luogo all'ordine - proveniente da ambienti istituzionali rimasti finora oscuri - impartito meno di due ore dopo la strage affinché una squadra di pompieri ripulisca con le autopompe il luogo dell'esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito possa effettuare alcun sopralluogo o rilievo; inoltre la misteriosa scomparsa dell'insieme di reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del disciolto Servizio Segreto Italiano. L’iter giudiziario è stato per questi motivi lento e incerto.

 

Gli oscuri intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine verranno definiti dal giudice istruttore Zorzi quale ulteriore "riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo". Dopo vari processi che si sono conclusi sempre con l’assoluzione di noti esponenti dell’estrema destra italiana, il 19 Maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia. Il 15 Maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi (latitante da tempo in Giappone con il nome di Hagen Roy), Carlo Maria Maggi (ex capo di Ordine Nuovo nel triveneto), Maurizio Tramonte (da poco riconosciuto nella foto) , Pino Rauti (suocero dell’attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno), Francesco Delfino (generale dei carabinieri decorato nel 2006 come Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana), Giovanni Maifredi (ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Dc Paolo Emilio Taviani). In seguito alle ultime deposizioni, sono stati fatti anche i nomi di alcuni legali di spicco, tra i quali Gaetano Pecorella, indagato per favoreggiamento (legale di Delfo Zorzi, e proposto recentemente da Silvio Berlusconi come giudice della Corte Costituzionale). Ciononostante ad oggi, dopo 35 anni anche questa strage non ha nessun colpevole che abbia pagato. Ma ormai questa purtroppo non è una novità.

 

Prossimi Eventi

Non ci sono eventi al momento.

Archivio "Il Quartiere"

Corso Canto Popolare




Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps hosting Valid XHTML and CSS.