dal Quartiere n° 9 - Cos'è un “quartiere”? Come si vive nel quartiere Sant'Andrea? …… prima parte…… PDF Stampa E-mail

 

In architettura, il quartiere è un insieme di edifici e infrastrutture che costituisce l'unità minima di urbanizzazione. Nell'urbanistica moderna, il quartiere è generalmente inteso come un'area della città adibita prevalentemente a un determinato scopo e dotata di tutti i servizi necessari a tale scopo. Un quartiere residenziale, per esempio, è idealmente dotato (oltre che di abitazioni) di negozi e piazze, scuole, aree verdi, spazi sportivi, biblioteche e via dicendo. Il termine quartiere deriva dal numero dei settori (quattro) in cui erano suddivise molte città medievali; questa impostazione forse deriva da quella delle città fondate dagli antichi Romani, che risultavano tagliate in quattro parti dalle due strade principali, il cardo e il decumano.

I quartieri possono essere storici e possono assumere antiche denominazioni come contrada,  rione o altro. Famose sono le "contrade" della città di Siena, che hanno propri usi e colori e si sfidano con acceso antagonismo due volte l'anno nella corsa del Palio. Famosi sono i rioni di Livorno, caratterizzati dai gozzi con propri colori e nomi, che ogni anno si sfidano nelle tradizionali gare remiere. Un quartiere è più o meno vivibile a seconda di alcune variabili , e parlando del nostro quartiere, questo mese analizziamo la presenza di negozi e botteghe.

PRESENZA NEGOZI E BOTTEGHE: in questa zona c’è l’imbarazzo della scelta. Gli abitanti del quartiere hanno la possibilità di fare la spesa senza usare l’auto, poiché c’è un gran numero di panifici, alimentari, verdurai e macellerie. Anche la presenza di negozi di casalinghi e articoli per la casa non mancano. Inoltre è presente la ferramenta, il colorificio, il negozio di elettrodomestici e numerosi tabaccai. C’è il meccanico e l’ottico. Il venditori di ricambi per auto e i negozi di biancheria. Il parrucchiere e il negozio di tatuaggi. E poi il negozio di dolciumi e la pasticceria. Presenti molte botteghe artigiane, soprattutto falegnamerie. Inoltre per gli abitanti che volessero mangiare fuori senza spostarsi di tanto, troveranno numerosi ristoranti, dall’italiano , al giapponese, al kebab indiano, al kebab kurdo, alle pizzerie. Anche i bar sono numerosi. Da notare che le botteghe, in questo quartiere, sono gestite anche da persone non italiane, facendo del luogo un caratteristico centro di incontro di culture , usanze, cibi. Le botteghe e i bar funzionano ancora oggi come luogo di aggregazione e incontro. Questo quartiere è un grande supermercato a cielo aperto! Con il vantaggio che il proprietario di una piccola  bottega assiste di più il suo cliente, e ci scambia anche due parole! I negozi del quartiere tuttavia risultano penalizzati dall’apertura del grandi centri commerciali, dalla mancanza di parcheggi, e dallo spopolamento del centro a causa di una politica urbanistica che ha voluto investire solamente nell’espansione della città verso la periferia e verso il mare. Vedi “Porta a Mare” e “Porta a Terra”.Va assolutamente scongiurata la chiusura delle botteghe di quartiere, perché hanno una importante funzione sociale: la gente sta in strada, si incontra, si conosce, si parla. Fanno vivere il quartiere. Questo importante ruolo sociale delle botteghe deve essere riconosciuto , difeso e valorizzato con politiche appropriate.

 

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