dal Quartiere n° 11 - Un po’ di storia di Livorno….I Livornesi nella spedizione di Mille, come nasce p.zza Garibaldi, a proposito di tradizioni remiere PDF Stampa E-mail

Immagine della partenza dei livornesi dal Calambrone


I LIVORNESI NELLA SPEDIZIONE DEI MILLE

Numerosi furono i livornesi che presero parte alla spedizione dei Mille voluta da Garibaldi nel 1860. Un primo contingente di 35 volontari con a capo Jacopo Sgarallino lasciò il porto labronico il 1° di maggio con il piroscafo Etruria per recarsi a Genova e quindi a Quarto dove imbarcò con il grosso del contingente sul piroscafo Lombardo il cui comandante era Nino Bixio e il direttore di macchina Giuseppe Orlando. Un secondo contingente di 77 volontari agli ordini di Andrea Sgarallino lasciò Livorno il 2 di maggio seguente sulla tartana Adelina. Questo gruppo sbarcò a Talamone il 5 maggio e si riunì ad altri volontari per compiere nello Stato Pontificio una diversione che aveva lo scopo di ingannare il governo borbonico.

Quando anche il Lombardo e il Piemonte gettarono le ancore a Talamone i volontari vennero riuniti e riordinati in nuove compagnie ad una delle quali fu assegnato il nome Livorno. Al termine tutti diressero verso la Sicilia. Andrea Sgarallino portò con sé la bandiera che aveva salvato a Curtatone e Montanara e l’affidò come portabandiera al livornese Cesare Gattai, uno dei più giovani partecipanti all’impresa che morì successivamente a Calatafimi. Quella bandiera tornò integra a Livorno. Organizzati e guidati dal livornese Vincenzo Malenchini, che aveva combattuto in Lombardia nel 1848, altri 1200 volontari toscani, dei quali ben 800 livornesi, partirono il 19 giugno 1860 dal Calambrone per raggiungere Garibaldi in Sicilia, come ricorda ancora un cippo eretto in questa località. Malenchini aveva creato per l’occasione un centro di reclutamento in una trattoria di via della Rondinella. Infine un’ultima spedizione di circa 2.000 uomini, diretta anch’essa in Sicilia, vide la partecipazione, tra i tanti, di Giovanni Guarducci che era stato a capo della difesa della città nel maggio del 1849. Tratto dal sito www.provincia.livorno.it

 

 

COME NACQUE PIAZZA GARIBALDI

Il 25 agosto del 1889 in Piazza Rangoni, che per l’ occasione assume la nuova denominazione Piazza Giuseppe Garibaldi, è inaugurato il monumento in marmo dedicato al leggendario capo dei “Mille” e di tante altre gloriose imprese. Appena saputa la notizia della morte di Garibaldi, il consiglio comunale, nella seduta del 3 giugno 1882, decise di erigere un monumento all’eroe dei due mondi, fuori della Porta a Mare, e precisamente sulla rotonda chiamata Bellavista, all’ inizio del viale Regina Margherita. Dietro la pressione dell’opinione pubblica, che vuole la statua in quartiere popolare, si decide di utilizzare la Piazza Rangoni. La maggior parte delle spese per la costruzione della statua sono sostenute da una sottoscrizione popolare. La realizzazione dell’opera è affidata al professor Augusto Rivalta. Dirige per la costruzione della base e l’ innalzamento della statua l’ingegner Angiolo

Badaloni.

A. Sgarallino                                              Il Gozzo del Venezia a lui intitolato

 

A PROPOSITO DI TRADIZIONI REMIERE…

Le tradizioni remiere sono saldamente legate alla storia di Livorno, fatta di ribellione e antifascismo. Il gozzo del quartiere Venezia è intitolato ad Andrea Sgarallino. Colonnello e patriota livornese, è iscritto alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini e prende parte assieme ai volontari toscani alla battaglia di Curtatone e Montanara, distinguendosi anche nella difesa di Livorno dall'assedio austriaco del 1849. Rimasto in esilio fino al 1859, fa il marinaio nel Mediterraneo e si reca poi in America. Nel 1860 prende parte insieme al fratello Jacopo alla Spedizione dei Mille, facendo parte del contingente che sbarca a Talamone per creare un diversivo; dopo uno scontro con le guardie pontificie, viene arrestato e incarcerato a Livorno. Evade però dal carcere e raggiunge Giuseppe Garibaldi in Sicilia. Muore nella città natale il 6 marzo 1887; la sua salma riposa nel Cimitero comunale dei Lupi di Livorno. Con il nome di Andrea Sgarallino fu varata nel 1930 una nave passeggeri (piroscafo) che assicurava il collegamento tra Piombino e l'Isola d'Elba.

 

 

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