dal Quartiere n° 12 - "IL QUARTIERE" festeggia un anno: Buon Compleanno! PDF Stampa E-mail

 

 

 

Le attività del Centro di Quartiere "El Chico Malo"

 


“Il QUARTIERE” E’ UN’IDEA DEL CENTRO DI QUARTIERE “EL CHICO MALO” Come è nato il progetto del

“Centro di Quartiere”

Il Centro di Quartiere “El Chico Malo” è stato aperto circa 3 anni fa da un gruppo di ragazzi e ragazze impegnati nell’attività sociale e politica della città, e aderenti al  Movimento Antagonista Livornese. In realtà il progetto è stato pensato ed elaborato un anno prima dell’apertura del centro, e precisamente nel momento in cui la convivenza tra gli abitanti del quartiere stava vivendo momenti di tensione. A quel tempo (4 anni fa circa)  ci fu un’assemblea in piazza dei Mille, promossa dal sindaco Alessandro Cosimi che non portò nessun risultato concreto, se non alcune promesse disattese, come ad esempio, quella di controllare gli affitti e i sub-affitti delle case.

Le nostre analisi sul quartiere che cambia

Noi partecipammo a quell’assemblea, ascoltammo attentamente tutti gli interventi ed elaborammo la nostra analisi. Siamo partiti da un problema oggettivo: il quartiere stava cambiando nella composizione sociale con l’arrivo di nuovi abitanti di culture, abitudini e lingue diverse. Andando a coabitare nello stesso quartiere creavano normalissimi problemi di convivenza che però, se non gestisti, potevano esplodere in qualcosa di spiacevole. Questi cambiamenti non erano gestiti da nessuna associazione o intermediatori culturali e tanto meno dal Comune. Nessun controllo, ad esempio, veniva fatto sul mercato immobiliare, che agendo in regime di libero mercato, stipava nel quartiere i nuovi arrivati creando sovraffollamento. Il tutto aggravato dalla crisi delle botteghe messe  a dura prova  dall’apertura del centro commerciale di Porta a Terra, il degrado dei palazzi e del sistema fognario, la trasformazione della vecchie botteghe artigiane in appartamenti e la mancanza di parcheggi. Da sempre impegnati in attività sociali e politiche nel territorio, sentivamo l’esigenza di intervenire cercando di gestire al meglio, e in base alle nostre modeste capacità, il cambiamento del quartiere attraverso una presenza stabile e continuativa.

I nostri obiettivi

Osservando ciò che era avvenuto in altre città dove l’immigrazione è arrivata circa dieci anni prima rispetto a noi, i nostri obiettivi erano ben chiari: - il quartiere non doveva diventare un quartiere-ghetto per immigrati, come ad esempio è successo a Genova; - le campagne deleterie della destra e dei giornali, che alimentavano sentimenti di razzismo e scontro, andavano fermate; - la coabitazione tra diverse culture, abitudini e lingue, doveva essere tranquilla e si doveva trarne  gli aspetti positivi; - dovevamo favorire la creazione di un tessuto sociale basato sulla solidarietà, sulla conoscenza e sul rispetto reciproco; - dovevano favorire il nascere di una identità comune legata alla storia del quartiere, storia di antifascismo e antirazzismo.

La nostra attività e il nostro intervento

Per prima cosa abbiamo iniziato con una serie di attività rivolte al tutto il quartiere. Corsi di fotografia, taglio e cucito, doposcuola per bambini. Abbiamo creato momenti di socialità in Piazza Garibaldi per far rivivere le strade e il quartiere in un momento dove c’era un gran bisogno di uscir fuori, superare la paura ingiustificata e conoscersi. E’ stato fondamentale contrastare risposte di destra e repressive come le “ronde”, abbassando il livello di scontro tra abitanti e ed è stato importante minimizzare le campagne di paura fatte dai media, che disegnavano il quartiere come il “Bronx”. Abbiamo considerato i problemi di miseria, povertà e mancanza di lavoro  come problemi sociali e non di ordine pubblico, condannando, sempre e comunque  i comportamenti irrispettosi e intolleranti. Non abbiamo gradito le iniziative delle parrocchia di Sant’ Andrea che hanno dato agibilità a personaggi politici di destra che altro non chiedono che repressione, presenza di Polizia nel quartiere e non danno risposte concrete e durature. Oltretutto non abitano nemmeno nel quartiere e vengono a farsi campagna elettorale per poi sparire di nuovo e lasciare tutto come hanno trovato. Abbiamo criticato gli opuscoli fatti dalla parrocchia di Sant’Andrea che creavano un problema inesistente e alimentavano lo scontro e il razzismo.Non è stato facile agire in un contesto dove i giornali agivano con campagne di terrore “ad hoc” creando dei veri e propri casi anche per avvenimenti che accadevano anche in ogni altro quartiere della città. Per lunghi periodi i media hanno ignorato il nostro operato. A tre anni di distanza possiamo dire che la situazione nel quartiere è migliorata, non solo grazie a noi, ma grazie alla maturità degli abitanti e al rifiuto del razzismo. Attraverso le nostre analisi ci sentiamo di aver dato un contributo per poter valutare ogni situazione e dargli il giusto peso, e per poter superare e affrontare al meglio questo inarrestabile ed inevitabile cambiamento del quartiere, specchio dei nostri anni, in cui l’immigrazione è un fenomeno normale e scontato a livello mondiale. Abbiamo cercato di trarne gli aspetti positivi. Il centro è totalmente autofinanziato tramite cene e contributi degli stessi fondatori. E’ autogestito ed ha aggregato molte persone esterne al movimento che fanno attivismo all’interno del centro stesso. L’attività che ha riscosso più successo è quella del doposcuola per bambini che si svolge il venerdì pomeriggio e alla quale aderiscono stabilmente dai 10 ai 15 bambini del quartiere e dintorni. Le tombolate e le cene estive in piazza Garibaldi hanno visto la partecipazione di molte persone favorendo la conoscenza e il rispetto tra abitanti. E un anno fa è nato “Il Quartiere”.

“Il Quartiere”

Dopo le attività del centro e le iniziative di piazza, ci siamo dotati di un mezzo comunicativo per esporre chiaramente le nostre analisi, dare voce ai negozianti tramite le interviste, far intervenire gli abitanti con la pubblicazione delle lettere, e parlare della storia di Livorno e del quartiere stesso. Il giornale è servito anche per pubblicizzare le iniziative e gli eventi organizzati dal nostro Movimento e dagli altri spazi sociali come il Teatro Officina Refugio- Scali del Refugio 8, il Centro Politico 1921 e il Centro Sociale Godzilla - via dei Mulini.

 

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