dal Quartiere n° 13 - Gli interventi di alcuni residenti che abitano vicino all'ex parco delle suore PDF Stampa E-mail

 

La signora Antonina Fasullo, nel suo esposto presentato al Comune il 30 luglio 2009, dichiara: “ora di tutto quel verde non esiste più nulla; sono stati abbattuti quasi tutti gli alberi (alcuni secolari e bellissimi, come era il cedro del Libano) […] Come è possibile che sia stata decisa , e quindi autorizzata, la distruzione di un polmone verde così importante in un’area ad alta densità abitativa quale è quella della zona?”.

 

Michele Polese scrive nella sua lettera al Tirreno del 21 luglio scorso: “Fino a pochi giorni fa vi si potevano trovare un bellissimo e secolare Cedro del Libano, molti pini comuni di minimo 50 anni (vista la loro dimensione), platani ed altre essenze arboree […] Hanno distrutto l’unico polmone verde di tutta la zona

 

Anche Susanna Marinari si sfoga nella sua lettera al Tirreno:  “[…] Nella famigerata via Terrazzini c’era fino a pochi giorni fa un’area verde che prima era di proprietà delle Suore di Via Galilei […]. Qui c’erano oltre che ad alberi ormai centenari anche alberi da frutto di vari tipi, ed un terreno che prima veniva coltivato. I bambini giocavano a pallone. La volontà di qualcuno ha permesso che tutto nel giro di pochi giorni sparisse letteralmente, gli alberi compresi i limoni ed i peschi sono stati tagliati (vergogna!), le piante sradicate e tutto approntato affinché si possa procedere a fare dei parcheggi.  Ora di tutto quel verde rimane solo una grande area vuota in attesa che ruspe e camion facciano felice il portafoglio di qualcuno”.

 

Anche Toto Barbato, assieme alla famiglia, esprime il suo rammarico guardando dal balcone: “era tutto verde, adesso non c’è più nulla… hanno fatto veramente una brutta cosa

 

La famiglia Braccini, le cui finestre di casa danno direttamente sull’area, commenta così: “hanno buttato giù tutto: laggiù in fondo, al ridosso del muro, c’era un pino bello grosso, e qui nel mezzo c’era un Cedro del Libano. Li potevano benissimo lasciare, a chi davano noia? Invece li hanno tagliati, e poi c’hanno fatto le aiuole! Una bella presa in giro… Volevo fare una foto, ma non ho fatto in tempo… Invece del canto degli uccellini sentiremo le macchine…

 

Anche la famiglia Rinaldi si ricorda bene com’era il parco: “c’erano tanti alberi, uno in particolare, laggiù in fondo, era molto grande. Ma ce n’era anche un altro grosso in mezzo. Non è una bella cosa buttare giù gli alberi per sfruttare l’assenza di parcheggi…

 

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