dal Quartiere n° 14 - Questione piazza Garibaldi: e "Pensiamo in Grande". Il percorso partecipativo è fermo, ma cosa bolle in pentola? PDF Stampa E-mail

 

Questione Piazza Garibaldi, Pensiamo in Grande e la strategia delle istituzioni


Siamo arrivati a Maggio, e sul sito di Pensiamo in Grande è apparso un resoconto della “fase di ascolto”, frutto di iniziative svolte con i passanti di via Grande.  Aprile era indicato come il mese della 2° fase: l’ “interazione progettuale”.  Il Centro di Quartiere El Chico Malo, da parte sua, ha informato gli abitanti, ha svolto un’attività autonoma di consultazione, e ha presentato il proprio punto di vista e le proprie proposte per Piazza Garibaldi e il suo mercato. A quanto pare,  gli incontri tematici (i focus group) sarebbero dovuti iniziare ad Aprile: siamo in attesa, pronti a intervenire, ma ancora non se ne ha avuto notizia, e sul sito tutto tace.

 

Se da un lato il percorso partecipativo non è ancora entrato nel vivo, dall’altro la giunta ha già compiuto importanti passi, slegati da Pensiamo in grande e impostati secondo il tradizionale metodo degli incontri dei delegati istituzionali con le associazioni di categoria, gli investitori e i rappresentanti delle parti sociali:

 

29/10: prima ancora dell’apertura del bando partecipativo,  si legge sul Tirreno che “varie bozze (di progetti) sono già sulle scrivanie degli uffici del Comune” e che il Sindaco Cosimi si è dato come obiettivo di mandato l’attrazione di “investimenti privati da fuori”.

 

02/01: incontro al LEM tra amministrazione, associazioni del commercio e residenti di Via Grande sulla questione dei portici, con progetti pronti e soluzioni già sul tavolo di trattativa.


Metà febbraio (oltre un mese prima della scadenza del bando): la stampa illustra doppia pagina i dettagliati progetti già presentati da CoopItinera, Confesercenti e altri per Piazza cavallotti (ma così non viene svilita la funzione della “fase di ascolto” aperta a tutti?) Marzo: “maxiriunione di condominio” tra Comune (Fabio Saller) e amministratori degli stabili; interventi su via Grande di Lippi (Gran Guardia) e della Fondazione Cassa di Risparmio.

 

4 marzo: l’assessore Bettini spiega alla stampa che Piazza Grande sarà pedonalizzata, illustrando le soluzioni già approntate dagli uffici tecnici. Fine marzo: il dibattito pre-elettorale del PD con le associazioni di categoria sulla riqualificazione del Pentagono (interventi molto vaghi su sviluppo e turismo).

 

Per quanto riguarda Piazza Garibaldi, abbiamo invece: le dichiarazioni dell’assessore al turismo e al commercio Bernardo contro la vendita dell’usato (poi in parte smentite), a cui è seguito l’incontro in circoscrizione tra la Bernardo e i commercianti del mercato, a cui abbiamo partecipato; il sollecito scritto diffuso dalla circ. 2 per sgombrare la piazza dalle auto parcheggiate abusivamente.

 

Chiudiamo questo resoconto con alcune riflessioni. A occhio e croce c’è qualcosa che non torna: Pensiamo in Grande ha appena chiuso il bando e ha cominciato a elaborare le proposte, eppure da diversi mesi, sono già stati palesati obiettivi finali e interessi in gioco; inoltre ci sono soggetti imprenditoriali che hanno già depositato e illustrato progetti definitivi, e i membri della giunta organizzano continue riunioni con le parti in causa e gli addetti ai lavori… Ma se la giunta si muove indipendentemente da Pensiamo in Grande per affrontare le stesse questioni, a cosa serve un percorso partecipativo aperto alla cittadinanza? Ricordiamo a tutti che questa idea ha avuto e avrà un costo, e che i soldi sono pubblici (il percorso è affidato a società private).

 

Per quanto riguarda Piazza Garibaldi, per ora ci limitiamo a porre un problema affatto secondario: tutti sappiamo che il parcheggio abusivo deve finire, ma il Comune pensa forse che le auto dei residenti spariranno nel nulla? L’amministrazione non sa che nel rione Sant’Andrea c’è un grosso problema legato alla densità abitativa che provoca (tra le altre cose) l’intasamento quotidiano delle strade e la caccia disperata al parcheggio? Inoltre, un mercato “inaccessibile”, senza neanche la fermata del bus, come può salvarsi? Concludiamo commentando il resoconto sulla “fase di ascolto” per ciò che riguarda il nostro quartiere.

 

Nessun cenno a Piazza Garibaldi,  ma in compenso  i passanti di via Grande hanno messo al primo posto “via Terrazzini – Chiesa di Sant’Andrea” tra i luoghi da “riqualificare”.  Accanto appare una frase tratta dalle interviste: “Quello è un luogo di vero degrado, altro che via Grande!”.


Noi crediamo che questo pregiudizio disfattista sia da combattere: Sant’Andrea è un rione popolare vivo e con molte potenzialità: il mercato, le botteghe storiche, i laboratori artigiani, la presenza multiculturale. Ovviamente ha anche i suoi problemi e le sue situazioni critiche, ma non è il posto peggiore di Livorno, come spesso la stampa e altri furbetti lo dipingono! Coloro che (in buona o cattiva fede) alimentano questa opinione contribuiscono di fatto alla svalutazione degli immobili, alla chiusura dei negozi, all’abbandono. Questo atteggiamento non serve al quartiere: aiuta solo gli speculatori immobiliari e i registi occulti del malaffare, che hanno tutto l’interesse a veder nascere ghetti e zone off-limits in cui fare i propri “business”...


 

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