dal Quartiere n° 14 - 29 Aprile - 1° Maggio 2010 "Fortezza dal basso" e il corteo PDF Stampa E-mail

 

 

Il Corteo dei lavoratori Si sono conclusi anche quest'anno i festeggiamenti a cavallo del 1° maggio in città con un corteo che ha visto la partecipazione di circa 200 persone e un concerto finale negli spazi occupati della Fortezza Nuova. Il corteo è partito verso le 19 da piazza Garibaldi, aperto dallo striscione del Comitato di lotta per il diritto al lavoro e con la presenza di una delegazione di cassaintegrati Giolfo&Calcagno, dell'Assemblea dei migranti, del sindacalismo di base, della Rete 28 aprile nella Cgil, del Comitato No Offshore, del Csa Godzilla, di Sinistra Critica e di Rifondazione Comunista. Si è trattato di un corteo breve ma che ha fatto vedere alla città che il 1° maggio è una festa che continua ad avere un importante significato storico, ma che in questo momento di grave difficoltà per precari, disoccupati e lavoratori che stanno pagando la crisi in prima persona, assume anche un significato molto attuale. Il corteo è poi  terminato in Fortezza Nuova.

“Fortezza dal basso” In questa edizione di Fortezza dal Basso si sono registrate presenze impressionanti come conferma uno degli organizzatori: "Possiamo tranquillamente affermare che in 3 giornate abbiamo superato abbondantemente le 5000 presenze alla festa con il fine settimana da tutto esaurito. Oggi oltre 200 persone hanno partecipato al pranzo ed è stato impressionante vedere il numero di turisti e di famiglie che sono venute durante il pomeriggio anche solo 10 minuti sul prato a visitare questa splendida struttura ed a vedere cosa stavamo facendo. Anche questo è un motivo per cui continuiamo a fare questa festa in questo luogo, per restituire alla città anche un solo giorno una struttura che tutti ci invidiano.“ Non poteva mancare un accenno alla polemica sull'occupazione. E infatti continua: "Spesso nella nostra storia politica abbiamo scelto e rivendicato l'occupazione come pratica per mettere in evidenza problemi o contraddizioni di questa città e di questa amministrazione. Abbiamo occupato l'Odeon, la Gran Guardia, i Macelli o l'ex Fiat con l'obiettivo  di accendere i riflettori su alcune operazioni e alcuni dibattiti che avrebbero cambiato la città e la sua struttura urbanistica e sociale, simboli di abbandono oppure di una città sempre più polarizzata verso grandi centri consumistici e privi di coesione sociale (Porta a Terra, Porta a Mare o Nuovo Centro) lasciando il centro e i quartieri alla desertificazione sociale. A vederla a distanza di alcuni anni pensiamo che tutti i torti non l'avevamo, anzi questo tema lo abbiamo riproposto quest'anno al dibattito sulla Livorno che cambia. Qui in Fortezza tuttavia a noi non interessa occupare, in questo caso è stata solo una necessità visto che non sono state date le autorizzazioni richieste. Per noi questo è il luogo simbolo del Movimento che dal 1999 in questa Fortezza ci viene con regolarità per festeggiare due date importanti (25 aprile e 1 maggio) nella storia del movimento operaio, della sinistra e di chi ha lottato per valori come la democrazia, la libertà, l'antifascismo e la dignità della propria esistenza".

Il silenzio dei media locali "Chi è venuto in Fortezza o chi ha anche visto la festa solo dal voltone di piazza della Repubblica, avrà potuto giudicare con i propri occhi. Quello che ci fa sorridere è che Il Tirreno, ad esempio, abbia completamente oscurato questa festa e questa occupazione rispondendo all'ordine, da parte dell'amministrazione in vistoso imbarazzo per una situazione che non ha saputo gestire, di tenere un basso profilo. E Il Tirreno ha eseguito, menzionando la festa solo la mattina del 1 maggio e per di più con le parole di accusa del PdL che chiedeva all'amministrazione di farci pagare i danni. In questi 10 anni noi la Fortezza l'abbiamo pulita e fatta rivivere abbiamo portato via sacchi di siringhe e allestito impianti audio e luci tutto a spese nostre. Semmai i soldi ce li dovrebbero dare a noi! Ma non si preoccupino, che tanto non si vogliono. Sul Corriere di Livorno invece dopo un primo articolo sull'occupazione, il venerdì mattina c'era già una mezza paginata sulla gente che si lamentava e non era ancora iniziato niente di rumoroso se non una lettura di poesie e ricordi in memoria di Alfredo Bicchierini! Almeno Telegranducato ci ha fatto un'intervista di apertura e di chiusura così qualcosa si è potuto dire anche noi!“. Al prossimo anno, convinti che insieme al 1 maggio arriveranno le solite polemiche.

 

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