dal Quartiere n° 15 - Questione piazza Garibaldi e "Pensiamo in grande:i gestori del percorso partecipativo su Piazza Garibaldi: "siamo spiacenti, la partecipazione non è prevista" PDF Stampa E-mail

Venerdì  28 Maggio il Centro di Quartiere El Chico Malo è stato invitato alla “passeggiata” indetta dai facilitatori di “Pensiamo in Grande”. Visto che il percorso partecipativo andava molto a rilento e volevamo chiarire alcuni nostri dubbi che avevamo fin dall’inizio, abbiamo approfittato dell’occasione per porre pubblicamente alcuni quesiti. Abbiamo distribuito a tutti i presenti un volantino per avere delle risposte chiare sia da Avventura Urbana / SocioLab, che dal responsabile del Comune (di cui ci era stata assicurata la presenza).

Ecco il testo del volantino con le 5 domande corredate dalle dichiarazioni ufficiali tratte sul sito di Pensiamo in Grande e dalla stampa cittadina:

“Pensiamo in Grande”…ma prima pensiamoci bene! Qualche domanda sul percorso partecipativo e sugli obiettivi del progetto di riqualificazione del Pentagono del Buontalenti

Dal sito ufficiale pensiamoingrande.comune.livorno.it: “2° fase di interazione progettuale: aprile 2010” “In Aprile sono previsti altri eventi. Le date saranno pubblicate su questo sito nel mese di marzo”

Dall’ Ufficio stampa del Comune di Livorno (06/02/2010) “Terminate questa prima settimana di ascolto si aprirà una settimana di lavoro con alcuni focus group a cui saranno invitati a partecipare alcuni soggetti rappresentativi delle categorie coinvolte nel processo.”

PRIMA DOMANDA: siamo alla fine di maggio: nessun tavolo, nessun momento di discussione pubblica, nessun “focus group” è stato organizzato. Oltre a camminare, quando sarà possibile partecipare? Dal sito ufficiale pensiamoingrande.comune.livorno.it: “Percorso partecipativo per il progetto di riqualificazione del pentagono del Buontalenti” “Vie interessate: Via Grande, Piazza Grande, Largo Duomo, Via Pieroni, Via Cogorano, Via Di Franco, Via del Tempio, Piazza Guerrazzi, Piazza della Repubblica, Mercato Centrale, Piazza Cavallotti, Mercato Piazza Garibaldi”

SECONDA DOMANDA: se c’è un ambizioso progetto di trasformazione urbana delle otto vie e piazze più importanti del centro storico di Livorno (Piazza Garibaldi compresa), perché sulla stampa e negli incontri si parla solo di via grande e piazza grande? Perché stiamo passeggiando solo da queste parti? Perché il percorso si chiama “pensiamo in grande”? Recentemente è stato dato il via libera della Regione ai PIUSS per il Comune Livorno. Molti di questi piani già approvati rientrano nel Pentagono, ma sono stati progettati e presentati prima del percorso Pensiamo in Grande. Da Il Tirreno del 16/10/2009: “Fortezza Nuova. […] L’amministrazione vuole realizzare il risanamento igienico-sanitario delle murature, il consolidamento statico di alcune murature perimetrali, e l’impiantistica termica e di sicurezza. (L’importo è di 800mila euro)” Dal sito del Comune di Livorno: riportare […] il suo parco all’importanza che originariamente aveva nel sistema delle fortificazioni livornesi, ipotizzando, anche attraverso un percorso di partecipazione, un utilizzo nuovo degli spazi che saranno messi a disposizione della cittadinanza”. Però il Corriere di Livorno del 13 maggio riporta che: “gli ultimi tre progetti [NdA: Piazza XX, Luogo Pio e Fortezza Nuova] non sono ancora finanziati ma sono finanziabili”

TERZA DOMANDA: che fine hanno fatto i fondi che erano già stati accantonati in passato per la ristrutturazione della fortezza nuova, perché rimandati al 2012? Voci parlano di 50 mila euro stornati d’urgenza a finanziamento della viabilità per il nuovo ospedale… perchè spendere tempi e soldi (pubblici) per un percorso partecipativo aperto se i Piuss sono già definiti e finanziati? Da ottobre a oggi la giunta, l’amministrazione, il Partito Democratico hanno già organizzato una decina tra incontri con le associazioni di categoria, conferenze stampa, riunioni operative, ecc. che avevano come oggetto gli stessi temi di Pensiamo in Grande. Nel frattempo, il percorso aperto ai cittadini è fermo.  (Si veda Il Quartiere n° 14):

QUARTA DOMANDA: dobbiamo partecipare alle decisioni, o a uno spettacolo col copione già scritto da mesi? Da mesi si parla solo di conversioni turistiche, di commercio, di “decoro” urbano, di capacità attrattive del centro, di modello “Barcellona”, di spinta al consumo ecc. QUINTA DOMANDA: qualcuno ha preso in considerazione le conseguenze sociali di queste trasformazioni urbane? La città è cosciente dei rischi di espulsione sociale e mobbing immobiliare legati a questi processi? Cosa succederà agli storici rioni popolari racchiusi nel Pentagono del Buontalenti?

LE RISPOSTE CHE CI HANNO DATO

Subito dopo aver distribuito il volantino abbiamo rivolto le domande agli operatori di Avventura Urbana (società privata di Torino incaricata dal Comune), che ci hanno risposto che i famosi Focus Group, centro nodale della partecipazione, in realtà non verranno effettuati, se non per le proposte che riguardano Via Grande e il Mercato Centrale (guarda caso proprio due luoghi che il Comune possiede in comproprietà con gli esercenti privati per le spese di restauro dei portici di Via Grande e per l’apertura di un Ufficio Postale al Mercato, dove è obbligato a coinvolgere i residenti in tali opere, visto che devono metterci i soldi). Peccato che il progetto Pensiamo in Grande doveva essere basato tutto sulla partecipazione e sulla discussione dei progetti in modo pubblico alla presenza degli iscritti. Ci è stato risposto che però tutti i progetti presentati saranno resi pubblici su delle “lavagne” della Circoscrizione 2 e durante Effetto Venezia, all’interno della Gran Guardia.

Resta il fatto che la partecipazione non esiste, se non nel fare proposte, ma per questo bastava mandare una lettera in qualsiasi giorno dell’anno, senza spendere migliaia di euro per un progetto partecipativo, che peraltro risulta pressochè inesistente.

La seconda domanda è stato anche inutile porla: le idee riguardanti Piazza Garibaldi, per la quale abbiamo presentato le nostre proposte e quelle dei commercianti del mercato che abbiamo intervistato, per portare la loro voce e il loro pensiero sul futuro del nostro quartiere e della nostra piazza, non verranno considerate né tantomeno discusse nel percorso partecipativo; al massimo potranno solo far bella mostra di sé all’interno di una circoscrizione o di un ex cinema che invece sarebbe stato bello veder funzionare come negli anni passati, anziché vederlo “teatro” di un centro di grande distribuzione.

Alla terza domanda riguardante il futuro della Fortezza Nuova, unico parco cittadino, ormai chiuso da diversi anni che vive solo alcuni giorni grazie alle iniziative dei movimenti autorganizzati e degli studenti al prezzo di denunce e multe, ci è stato risposto che dobbiamo chiedere al Comune perché loro non sono in grado di darci risposte. Gli operatori di Avventura Urbana, incaricati (e pagati) per creare momenti di discussione sul centro storico di Livorno, hanno dichiarato di non sapere nulla delle vicende legate alla Fortezza Nuova. Quando abbiamo chiesto se era presente qualche esponente del Comune, si è fatto timidamente avanti un tecnico che ci ha ovviamente risposto che la nostra era una domanda “politica” e lui era “solamente” un tecnico. Ma sappiamo che i processi speculativi che riguardano la Fortezza Nuova sono molto delicati e sarà difficile ottenere risposte in merito, anche perché non ci sono motivi per continuare a tenerla chiusa da oltre 3 anni senza abbozzare nessun lavoro di restauro (e mandando in malora quei pochi già realizzati), nè tantomeno sembra esserci una reale volontà di farli, dato che i fondi destinati per questo, pare che siano stati spostati in altre voci di spesa. Riguardo alla quarta domanda il dubbio rimane, dato che i facilitatori non sapevano niente degli incontri organizzati dall’Amministrazione.

Sulla quinta domanda la risposta ce la diamo da soli: le ripercussioni sociali e la gentrificazione sono temi che non vengono presi in considerazione in nessun modo, anche se sono purtroppo una diretta e scontata conseguenza di progetti simili a questo. Nei prossimi numeri de Il Quartiere approfondiremo questo tema che ci preme molto, cioè continuare a far pulsare il cuore di Livorno, la vitalità e la socialità degli strati popolari cittadini, dei vecchi e nuovi abitanti e delle botteghe di quartiere, impedendo che queste persone vengano espulse e cacciate dal centro storico, come se fossero presenze scomode per una città studiata solo a misura di turista.

 

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