dal Quartiere n° 16 - Un po’ di storia di Livorno…L'anniversario della Liberazione di Livorno: l'impresa dei partigiani Paggini e Tosi PDF Stampa E-mail

 

 

Il sacrario del Castellaccio

 

 

Lapide a Paggini e Tosi

 

Ogni anno il 19 luglio si svolgono a Livorno le tradizionali celebrazioni per commemorare l’anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo. Vengono deposte corone nel suggestivo Sacrario del Castellaccio, la collina dove si trovava il 10° Distaccamento  Oberdan Chiesa della Brigata Garibaldi. Sulla Palazzina dei Piloti, nel Porto Mediceo, c’è una targa posta in memoria dei Partigiani Francesco Paggini e Gino Tosi. Motivazione del riconoscimento Francesco “Cecco” Paggini e Gino Tosi parteciparono attivamente e con coraggio a molte delle imprese del 10° Distaccamento Partigiano Oberdan Chiesa, che contribuì in modo determinante alla liberazione di Livorno. La loro azione più famosa e forse importante fu quella che li vide protagonisti di una missione affidata loro dal Comando Americano. Una pattuglia, costituita da Luciano Montelatici, Michele Carlesi, Francesco Paggini e Gino Tosi, ai primi di luglio del ’44, dopo estenuanti e fortunose peripezie attraverso il territorio ancora controllato dai tedeschi, riuscì a riconsegnare agli americani il pilota Ernest Kulik, che era stato tratto in salvo sempre dai partigiani e curato per le gravi ferite riportate in seguito alla caduta. Giunti a Vada il maggiore Harry Carl Kait, sovrintendente al Civil Affairs Officer, sostenne che il Comando Alleato aveva urgente necessità di informazioni per conoscere il sistema difensivo tedesco e la dislocazione delle batterie e delle aree minate all’interno di Livorno, ritenuta zona fortificata. In mancanza di queste notizie era previsto un disastroso definitivo bombardamento sulla città, già martoriata. Paggini e Tosi, poco più che ventenni, si offrirono volontari per portare a termine la missione. Dalla scogliera di Castiglioncello, arrampicandosi sui dirupi e percorrendo lunghi tratti anche a nuoto, per evitare di imbattersi nelle truppe tedesche, che si riteneva fossero dislocate sulle colline, raggiunsero Chioma e da lì, esausti, si diressero al Distaccamento a Quarrata. Qui furono raccolte tutte le informazioni e con l’apporto della Giunta Militare del CLN fu redatta una dettagliata carta topografica.

Furono di nuovo Paggini e Tosi ad attraversare il fronte, affrontando la più rischiosa via di terra, per non sciupare il prezioso documento, e a raggiungere il Comando USA. Con quella carta topografica fu scongiurato l’ultimo micidiale bombardamento già programmato. Visti i rapporti di fiducia, instauratisi tra il Comando Americano e il Distaccamento, Paggini e Tosi, su invito del Maggiore Kait, indossarono la divisa americana e furono arruolati nella 804a Tank Destroyer Battalion come partigiani-guida, partecipando con le forze alleate alla liberazione delle colline e della città, nella quale il 19 luglio del 1944 entrarono sui carri armati americani.

A Livorno un monumento dedicato agli antifascisti

 In Toscana, anzi a Livorno, tra le ricorrenze del 62° anniversario della liberazione della città ed il 63° anniversario della caduta del fascismo, è stato inaugurato il monumento dedicato agli Antifascisti, nella pinetina (al termine del Viale della Libertà) che  nell’occasione è stata intitolata “Parco Antifascisti e perseguitati del fascismo”.

Il monumento, semplice e rigoroso nelle forme – realizzato dall’Amministrazione Comunale su richiesta dell’ANPPIA provinciale è composto da tre pilastri squadrati, simbolo della stabilità, della solidità, che tengono insieme una grata delle antiche carceri livornesi “I Domenicani” ed una lastra d’acciaio; lo spazio aperto che lo circonda rappresenta la libertà, il tutto circondato dal parco con alberi d’alto fusto e prati verdi dove ci auguriamo, di generazione in generazione, questo monumento non sia solo il ricordo ma un impegno da vivere quotidianamente. Il testo, inciso sulla lastra, è significativo ed essenziale: “Gli antifascisti livornesi, nei 20 anni della dittatura contribuirono con le loro lotte a creare un’Italia libera e democratica. 18 uccisi dai fascisti; 134 condannati dal tribunale speciale fascista per 1.518 anni e 6 mesi complessivi di carcere; 108 inviati al confino; 498 anni da scontare; 445 fuggiti dalla città o emigrati; 48 volontari garibaldini per la democrazia spagnola, 8 caduti in combattimento. Memore del loro sacrificio ed a loro perennemente grata la città di Livorno volle questo ricordo” . Oggi troppo spesso dimenticati, i princìpi dell’antifascismo, tuttavia ancora vitali nella Costituzione della Repubblica, non devono farci dimenticare il sacrificio dei caduti, per la costruzione di un futuro di pace e coesione sociale;  Il significato di questo monumento è che non ci si deve limitare ad onorare la memoria ma deve essere considerato come un punto di partenza per portare a conoscenza soprattutto dei giovani, dei bambini, l’importanza di quanto è stato fatto per la liberazione di Livorno e dell’Italia.

Tratto dalla rivista dell’ANPI “Patria indipendente” del 24 Settembre 2006 pp. XIII – XIV – XV888

 

 

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