Interviste audio ai Partigiani comunisti livornesi

 

 

 

“LIVORNESI SOVVERSI NEL VENTENNIO FASCISTA”  - Novembre 2012

 

Rendiamo finalmente pubblica sul nostro sito un’ importante raccolta di interviste audio, realizzate dalla compagna Iolanda Catanorchi, che tra il 1974 e il 1976,  dotata di un registratore a cassetta, decise di raccogliere preziose testimonianze sulla vita di alcuni comunisti livornesi che nel ventennio fascista  lottarono duramente per raggiungere la libertà.

 

Senza il suo prezioso lavoro, la storia sovversiva di questi Comunisti Livornesi, spesso anonimi,  sarebbe andata perduta, perché niente è stato mai scritto su di loro.  La loro esperienza diventata scomoda a causa della nuova linea assunta dal PCI nel dopoguerra, sarebbe rimasta sconosciuta se Iolanda non avesse trovato il modo di raccontarla, e il lavoro assume più importanza perché a raccontarla sono i diretti interessati, con le loro voci e i lori ricordi.

 

Quanti di voi hanno sentito parlare di Chiesa Mazzini, Armando Gigli, Valesini Emilio, Giacomelli Dionisio, Paperi Ilio e Allegri Eletto? Da oggi potrete sapere chi sono e quello che hanno passato nel ventennio fascista questi coraggiosi compagni livornesi. Chi ha combattuto nella Guerra di Spagna e ha avuto un fratello fucilato da un plotone di esecuzione nazi-fascista come Mazzini Chiesa;  chi si è unito alla Brigata Garibaldi come Allegri Eletto e Valesini Emilio;  chi ha animato gli Arditi del Popolo di Livorno come Paperi Ilio e Ugo Cecchi; chi ha avuto padre e zio trucidati dai fascisti sulla soglia della loro casa come Armando Gigli; chi partecipò al Soccorso Rosso e al lavoro di collegamento per tenere attiva la struttura clandestina del Partito Comunista d’Italia  come Valesini Emilio; chi fu membro del CLN come Giacomelli Dionisio.

 

Gli intervistati aderirono tutti al Partito Comunista d’Italia nel 1921 a Livorno e pagarono tutti con la persecuzione, con la galera, e l’esilio la loro scelta comunista e di libertà.

 

Il lavoro di pulizia della cassette, sistemazione dell’audio e il trasferimento in digitale, risale al 2007, quando il collettivo “Lavori in Corso” che si occupava di tramandare la memoria storica,  entrò in possesso di questo prezioso materiale affidatoci da Iolanda che ci chiese aiuto per  renderlo pubblico. Pubblicato sul sito del collettivo ad oggi non più attivo, viene ripubblicato dal Chico Malo corredato da un’introduzione dell’autrice, le biografie e le foto degli intervistati.

 

Questa è l'introduzione che ci ha mandato Iolanda Catanorchi sul suo lavoro di raccolta di testimonianze:

 

Ho fatto una bellissima esperienza, durata più di 12 anni, alla Libreria Fiorenza (poi Libreria Gaia Scienza, attualmente acquistata dalla Libreria Feltrinelli), frequentata da lavoratori e cittadini che raramente, fino a quel momento, erano entrati in una libreria dove ricevevano consigli utili per le loro letture e compravano libri pagandoli a rate.

Era diventata luogo di incontro degli intellettuali democratici livornesi come i professori Diaz, Lauretta, Loi, Nicola Badaloni, Silvano Filippelli ecc.

Poi, a causa del lavoro troppo gravoso e dell’impegno familiare, la mia salute ne risentì fortemente. Andai allora a lavorare nella federazione del PCI, con l’incarico di telefonista tuttofare.

Questo mi consentì di entrare in contatto con molto compagni, non più giovani, che sostando nella mia stanza, stimolati anche da me, raccontavano episodi delle loro vite che mi lasciavano incantata per il coraggio e lo spirito di sacrificio dimostrato durante il periodo più nero della storia d’Europa, sostenuti dall’unico obiettivo di abbattere il nazifascismo e conquistare la libertà, senza chiedere niente in cambio. Perseguitati e imprigionati, con conseguenze nefaste che si riversavano sulle loro famiglie, che facevano la fame e vivevano continuamente nella paura, aiutati solo da un “generoso soccorso rosso”, formato da pochi soldi raccolti clandestinamente fra i compagni che se li toglievano letteralmente dalla bocca.

Pensai allora che molti sarebbero venuti a mancare in un tempo non lontano e con loro, sarebbero stati cancellati pezzi di storia fatta da uomini e donne semplici (operai, artigiani, contadini), perché di ciò che avevano fatto non si sarebbe trovato certo traccia negli archivi ufficiali, se non nei verbali, sintetici, sgrammaticati e bugiardi delle diverse Questure.

Un patrimonio, pensai, che non doveva andare perduto. Non possedevo la tecnologia di oggi. Avevo solo un piccolo registratore portatile con delle pile, che non di rado si esaurivano sul più bello.

Mi occorsero alcuni anni, e qualcuno purtroppo morì prima che riuscissi a intervistarlo.

Dopo aver preso i necessari appuntamenti, un po’ sorpresi che qualcuno potesse interessarsi alla loro vita e delle loro lotte, mi accoglievano nelle loro case  dove avevo modo di parlare anche con le loro compagne che avevano sostenuto, spesso da sole, il peso del far crescere i figli, non rinunciando anch’esse a partecipare ad azioni pericolose. Avrei voluto intervistare anche loro ma non mi fu possibile, data la mia condizione di lavoratrice madre che non voleva rinunciare, comunque ad un impegno politico mentre il mio compagno era impiegato, senza orari né soste, a fare politica a tempo pieno.

Fui obbligata a scegliere, anche perché dovevamo far crescere nel miglior modo possibile nostra figlia Dalia, che consideravo la cosa più importante.

Continuai però a raccogliere documenti e testimonianze, dando vita all’archivio Storico della federazione del PCI, incoraggiata dal dott. Castignolo, Direttore dell’Archivio di Stato, e aiutata dalla compagna Morelli, moglie di un partigiano.

Sostenuta dai compagni Nelusco Giachini, Enzo Fiorentini ed altri, misi insieme così molto materiale che veniva donato anche dalle famiglie, oltre a sistemare documenti che fino a quel momento erano stati lasciati negli scantinati, scoprendo che, purtroppo, molto era andato perduto durante i vari traslochi dal PCI al PD.

Via Borra fu l’ultima occasione che ebbi per interessarmi, perché non fui d’accordo con lo scioglimento del PCI e anticipai il pensionamento rimettendoci dal punto di vista economico. Dopo i vari passaggi, dimenticando di citare chi, come la sottoscritta, ne iniziò la raccolta, l’Archivio si trova presso l’ISTORECO di Livorno.

Catanorchi Iolanda

 


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# Titolo articolo Visite
1 Intervista a Mazzini Chiesa del 1974 1039
2 Intervista a Emilio Valesini del 1974 1008
3 Intervista a Ilio Paperi del 1975 796
4 Intervista a Dionisio Giacomelli del 1974 709
5 Intervista a Ugo Cecchi del 1976 877
6 Intervista a Armando Gigli del 1976 981
7 Intervista a Eletto Allegri del 1975 1244
 

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