dal Quartiere n° 12 - Chiacchierata sul quartiere- Intervista al “New York Shop” di Via Terrazzini n. 2 Stampa

 

 

RAPHAEL  è  di  nazionalità  Nigeriana,  è  in  Italia da 17 anni, è sposato e ha due figli piccoli.

Dove abiti?

In passato ho abitato nel quartiere ma ora abito fuori di Livorno.

Quando sei arrivato? Cosa hai fatto?

Sono arrivato in Italia nel 1993, anche se non subito a Livorno. Inizialmente  ho lavorato  in fabbrica,  sono  arrivato anche  ad essere caposquadra. Sono stato licenziato  nel 1999.  Nel  2000 ho aperto subito questa attività , cambiando  vari fondi via  via più grandi, ma sempre in via Terrazzini.

Dov’è la tua famiglia?

La mia famiglia è in Nigeria, e ogni tanto ci torno.

Cosa vendi ?

Vendo molte cose differenti: articoli p er capelli,  prodotti  sia etnici che italiani, generi alimentari, accessori per la casa , detersivi  , ricariche telefoniche….

Ti piace il quartiere? Che rapporto hai con i livornesi?

Sì questo quartiere mi piace molto, non lo cambierei , per quanto riguarda la mia attività, per nessuna ragione. Qui mi trovo benissimo, è un quartiere popolare e molto frequentato. Con i livornesi mi trovo bene, in generale sono persone buone e accoglienti, raramente ho riscontrato il contrario.

Trovi che il quartiere sia poco tranquillo o che ci siano problemi particolari?

Non direi che ci siano problemi particolari rispetto ad altri quartieri, è vero sì che c’è gente che beve o spaccia, ma il problema principale secondo me è che per ogni cosa che succede in questa zona, viene costruito un caso. Il Tirreno ad esempio, su queste notizie che mette in forma allarmistica, fa business per vendere più copie. Inoltre ci sono manovre di speculazione politica, da parte di gente che sembra “giocare” con questo quartiere: fanno solo allarmismi, ma poi in realtà nessun politico se ne occupa veramente. Da quando sono qui, non mi risulta che nessun livornese abbia mai subito aggressioni o minacce, eppure a leggere i giornali sembra che accada tutti i giorni. Invece in altri quartieri accade spesso di liti o discussioni animate, che però passano sotto silenzio. Però resta il fatto che questa situazione danneggia i commercianti perché hanno meno clienti. Inoltre, i proprietari delle tante case in vendita o in affitto sono danneggiati dalla pessima immagine che si dà del quartiere. Nessuno pensa al bene della gente che qui ci deve vivere o lavorare. Per tutti questi motivi, io ormai non faccio più caso agli allarmismi relativi a Sant’Andrea: io qui ci lavoro, cosa accade lo vedo con i miei occhi, e non è niente di così grave. Non mi serve leggere i giornali.

I giornali scrissero che vendevi roba scaduta nel tuo negozio, e che l’avevano sequestrata.

Questo è un altro esempio dell’informazione faziosa. Scrissero che mi avevano sequestrato del pesce scaduto. Chiunque ha letto quel giorno il giornale, ha creduto questo. Ma ciò non è vero! Andai dai NAS e chiesi il verbale, che risultò negativo. Gli feci telefonare al giornale per smentire la notizia; dopo mi chiesero scusa, ma la notizia del giorno prima ormai era stata data e scritta.

Hanno installato 2 telecamere, una di fronte al tuo negozio. Cosa ne pensi?

Magari vi sembrerà strano, ma io sono contento: non per le telecamere in sé, che sono comunque una forma di controllo della libertà di un cittadino, ma perché almeno possono vedere cosa realmente succede in questo quartiere, e cioè niente di così grave. Proprio nel 2000 chiesi che le installassero per verificare ciò e per far vedere che il problema non è del mio negozio.

Cosa pensi del Chico Malo?

Penso che state facendo un gran lavoro. Il Chico Malo per come lo vedo io, è nato per aiutare tutti gli abitanti. La cosa strana è che mi sembra che il pensiero comune è che sia fatto per aiutare soltanto gli immigrati. Non è vero. Forse ultimamente questa cosa, per fortuna, sta cambiando nel pensiero delle persone.

Cosa pensi di Livorno?

E’ una città che mi piace, a differenza di molte altre parti d’Italia non c’è il razzismo, almeno non a priori. C’è tanta brava gente, anche se ovviamente anche qui ci sono persone che non mi piacciono, ma sono davvero poche.

Ti sembra che la situazione del quartiere sia migliorata negli ultimi tempi?

Penso che molta differenza stia tra il periodo invernale e quello estivo. Ma solo perché d’estate la gente sta più volentieri fuori fino a tardi, e la gente che dorme con le finestre aperte, fa più caso alla confusione. Certo, due anni fa, la situazione era molto peggiore, si rischiava che la situazione degenerasse come in Francia nelle banlieu. Ora forse si sta raggiungendo un equilibrio. Ma per migliorare ancora servono maggiori politiche di integrazione. Penso che soprattutto la Chiesa dovrebbe fare di più. Deve farsi portavoce dei valori di integrazione, ma al momento sta facendo poco. Dovrebbe fare il bene di tutti.

Ultimamente ci sono stati molti controlli e arresti di immigrati, solo perché senza permesso di soggiorno, cosa ne pensi?

Penso che la legge attuale italiana sia sbagliata, bisogna fare una netta distinzione tra criminali e clandestini. Un immigrato non può essere arrestato e mandato in un CIE solo perché irregolare, anche senza aver compiuto alcun reato. Ci sono ad esempio molti clandestini che sono bravissime persone, e magari i criminali invece sono in regola con il permesso di soggiorno. Serve una differenziazione.

L’Italia in questo è molto indietro rispetto a molti altri paesi. La nascita di una persona in Italia deve far sì che questa sia automaticamente cittadina italiana. Inoltre i figli degli immigrati, una volta compiuti i 18 anni, se non studiano o non hanno lavoro rischiano di diventare clandestini! Inoltre quando vedo delle pattuglie che controllano la zona, non trovo giusto che i controlli si concentrino solo sugli immigrati. Eppure queste differenziazioni vengono fatte: se in piazza vedono persone extracomunitarie si fermano a controllarle, anche se non stanno facendo niente di male. Lo trovo discriminante.

Forse molto dipende dalla situazione sociale…

Eh, sì. Un pò grazie a un’informazione diversa, un pò con le feste, sia le vostre che quelle della parrocchia, spero che  si riesca a riunire l’italiano e lo straniero per poter vivere e lavorare in pace, tutti insieme. Ci sono stati dei periodi in cui c’era un pò di timore , ma c’erano di mezzo anche parecchi livornesi, non solo stranieri! Ci vuole solo più convivenza civile tra tutti, senza fare distinzioni. Io ad esempio proprio ora sto dando una mano a una persona di un altro paese per una problema burocratica. L’importante è il rispetto reciproco.

E’ anche vero che è molto difficile la vita per uno straniero in Italia: la legge sull’immigrazione crea moltissimi problemi a queste persone… da questo punto di vista non aiuta, anzi, scoraggia l’integrazione.

La legge non aiuta per niente. Inoltre porta l’italiano a essere diffidente nei confronti dello straniero.  Questo perchè secondo me dall’alto c’è l’interesse a creare una “guerra tra poveri” su questioni come la casa e il lavoro, e questo scontro è voluto!

C’è quindi secondo lei una volontà dall’alto di mettere le persone l’una contro l’altra?

Secondo me sì.

Questo clima di scontro gli permette di non concedere diritti uguali per tutti… Se tutti avessero una casa nessuno andrebbe a guardare chi ce l’ha e chi no.

Certo. “La legge è uguale per tutti” c’è scritto solo nei tribunali… Poi ognuno c’ha la sua opinione.

Tornando al nostro rione, come vivi il quartiere? Cosa ne pensi?

Con il negozio mi sento più coinvolta: se ci fossero iniziative la sera  ci piacerebbe prolungare l’apertura. Devo essere onesta: mi sembra che le cose nella zona vadano meglio: c’è più tranquillità. Può migliorare ancora, ma solo con l’aiuto di tutti.

Bisogna anche fare uno sforzo di vivere le strade e non cadere nella paura di uscire. Bisogna stare insieme, conoscersi, portare i bimbi in piazza Garibaldi, non credi?

Si, sì, quello  sicuramente: non bisogna essere paurosi senza motivo!

Conosci il nostro Centro di Quartiere, “El Chico Malo”?

Sì, conosco il vostro centro, le attività che fate, le iniziative in Piazza Garibaldi. E poi quando arriva il gironalino lo leggo molto volentieri, l’ultima volta c’era l’intervista a Cinzia e Monica!

Quindi il giudizio è positivo?

Sì,  perchè aiutate a far incontrare le persone, straniere e non,  e poi ci vogliono organizzazioni che creano socialità nelle piazze, anche insieme ai negozianti. E’ molto positivo.

Prima parlavi delle iniziative di Don Medori. A cosa ti riferivi?

Anche lui ha fatto un paio di feste qui in Piazza dei Mille, col palco e i giocolieri. I negozianti hanno dato una mano: il norcino offriva la mortadella, il fornaio il pane. Inotre in parrocchia si parla spesso del quartiere: riunioni, dibattiti col sindaco e cose del genere. Don Medori si interessa molto, diciamo, di politica. Ma si è fatto avanti anche di persona per i problemi del rione.

Noi siamo qui all’incirca dal 2006, e quindo abbiamo vissuto il periodo  più “caldo”, anche dal punto di vista  mediatico. All’inizio vedemmo da parte della parocchia, non sappiamo se consapevolmente o meno, un appoggio alla logica sbagliata della “criminalizzazione” del quartiere. Come mai?

Sì, mi sono stupita anch’io all’inizio, anche perchè Don Medori lo conosco da anni come uno che aiuta le persone.  I primi tempi faceva un pò il gufo che gufava, e ci sembrava strano! Poi ultimamente ha cambiato comportamento: o si è ridimensionato da sè, o qualcuno gli ha fatto capire che forse non era il caso di continuare così. L’importante è che si sia ridimensionato, ah ah ah! Bisogna convivere tutti insieme, senza guardare se quello viene da Cuba, da Pisa o dall’America.

Certo. Hai saputo della faccenda del parco buttato giù in via Pellegrini? Tanta gente è rimasta indignata, anche perchè ci verrà fatto un parcheggio privato a pagamento…

Sì, hanno fatto tabula rasa. I problemi di parcheggio ce l’abbiamo tutti, però se cominci a togliere gli spazi aperti e verdi… è come Piazza Garibaldi, non si può riempire di macchine tutto il giorno. E’ anche vero però che nella piazza ci vorrebbe più luce, un recinto per i cani,  sennò come fanno i bimbi a giocare nel prato? Quella piazza all’inizio sembrava dovesse diventare chissà cosa, poi invece l’hanno abbandonata.

Ti ringraziamo e speriamo di vederci quando ripartiremo con le feste estive in piazza Garibaldi.

Si, fatemi sapere, così possiamo pubblicizzarle anche qui nel negozio. A presto!